Termina lo sconto sulle accise sui carburanti: da domani, come già allegramente annunciato dal governo, anche in linea con le raccomandazioni della Commissione Ue, i prezzi dei carburanti torneranno pieni gravati dall’imposta diretta: così, a meno di interventi in zona Cesarini, il pieno tornerà a salire e il gasolio potrebbe tornare a superare i due euro al litro. Il ministro per le Imprese e il Made in Italy : «valuteremo quello che è accaduto e quello che potenzialmente potrà accadere alla luce anche dei negoziati che sono in corso per sbloccare del tutto la navigazione nello Stretto di Hormuz».
La benzina salirà in media a 1,86 euro al litro, 1,95 euro in autostrada. Il maggior costo per un pieno di carburanti sarà di 3,05 euro. Complessivamente ad oggi gli interventi sulle accise sono costati circa 2 miliardi di euro alle casse pubbliche. Critico il Codacons che teme «una crescita dei listini alla pompa che sarebbe immediata e che, paradossalmente, avverrebbe nonostante il crollo verticale delle quotazioni petrolifere: il Brent, indice di riferimento per il mercato europeo, è passato infatti dai 95 dollari al barile di inizio giugno ai 70,8 dollari odierni, con un deprezzamento del -25,5% di cui tuttavia gli automobilisti non hanno goduto, a causa dei cali microscopici dei prezzi alla pompa. Nell’ultimo mese il prezzo medio del gasolio e della benzina ai distributori si è ridotto solo di circa il 6%, nonostante l’attività di pressing del ministro delle Imprese Adolfo Urso sulle compagnie petrolifere affinché tagliassero i listini».
Più la mandi giù…!
(Fonte: IlMessaggero)

