La polizia a Reggio Emilia ha arrestato dopo ore di ricerche, intorno alle 2 di questa mattina, l’uomo che per gli inquirenti è il responsabile della morte per accoltellamento di Raffaele Stipa, 60 anni, titolare della pizzeria Yoghi in via Gran Sasso d’Italia nel capoluogo di provincia emiliano, ferendo in modo grave anche la sorella Antonella, intervenuta per difendere il fratello. La donna è stata ricoverata all’ospedale reggiano Santa Maria Nuova.
È un italiano di 43 anni con precedenti per droga, l’uomo fermato a Reggio Emilia con l’accusa di aver ucciso il pizzaiolo. Secondo quanto appreso, l’arrestato vive in un’abitazione a pochi metri dal locale. Pare fosse un cliente abituale.
Ieri sera, secondo prime ricostruzioni, il 43enne è entrato nel locale intorno alle 21.30 chiedendo una pizza, momento in cui sarebbe scattata l’aggressione, probabilmente a causa di un precedente debito. L’uomo ha quindi scavalcato il bancone e colpito mortalmente Stipa con un coltello. Non è ancora chiaro se l’arma l’abbia trovata sul bancone oppure se l’avesse con sé.
L’omicidio è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza interne al locale. Queste immagini sono state centrali e hanno permesso alla polizia di riuscire a identificare il killer e a individuarlo. Contrariamente a quanto appreso in precedenza si tratta di un uomo di nazionalità italiana sulla quarantina che avrebbe problemi di tossicodipendenza.
L’uomo – secondo una prima ricostruzione delle indagini – avrebbe preteso una pizza gratis. “Te ne ho già offerte tre”, avrebbe replicato il pizzaiolo. Poi l’agguato: il killer ha scavalcato il balcone e ha accoltellato a morte il titolare della pizzeria. L’uomo è poi scappato a piedi ma la sua fuga è durata poche ore.
Nei minuti successivi all’omicidio una piccola folla di persone si è radunata di fronte al locale. Si tratta di una manifestazione di solidarietà e di vicinanza alle vittime da parte degli abitanti del quartiere che da anni frequentano la pizzeria.
Resta da chiedersi: “Si può morire per una pizza?”.
No.
(Fonti: AGI, ANSA)

