Fa caldo, anzi, si frigge. Ma pioverà. Parla il meteorologo Andrea Giuliacci

L’Italia è nella morsa della seconda ondata di calore della stagione, cominciata il 17 giugno scorso, destinata a persistere almeno fino agli inizi di luglio, e il culmine è previsto tra domenica 28 e lunedì 29 giugno, con picchi fino a 40-41°C sulla Pianura Padana, sulle zone interne della Sardegna e sul medio versante tirrenico.

In questo scenario, le parole di Andrea Giuliacci, volto storico della meteorologia televisiva, figlio “d’arte”, anzi, “di scienza” del celebre colonnello Mario, suonano come una conferma: sì, il caldo aumenterà. Ma qualcosa si può fare.

«Il record del 2003? Pensavamo non si sarebbe ripetuto per mille anni»

Intervenuto in una lunga intervista a Vanity Fair, Giuliacci va al sodo sul futuro climatico del Paese. «Non voglio lanciare allarmi, ma sì, siamo destinati a questo», dice il meteorologo, ricordando un aneddoto rivelatore: nel 2003, lui e i colleghi erano convinti che quell’estate record non si sarebbe ripetuta per circa mille anni. «In realtà, già nel 2022 sfiorammo quelle temperature», racconta. «Questo significa che il clima sta cambiando molto più rapidamente di quanto avessimo previsto».

Il segnale più evidente di questa accelerazione? Non le temperature massime, ma i fenomeni temporaleschi. «Gli studi dimostrano che nell’arco di un anno, più o meno cade sulla Terra sempre la stessa quantità di pioggia, solo che negli ultimi anni questa non è ben distribuita nei mesi, ma si concentra in pochi giorni», spiega. Il risultato è un’alternanza sempre più estrema tra siccità e alluvioni, con un suolo che non riesce ad assorbire i volumi d’acqua concentrati in poche ore.

Divario climatico tra Nord e Sud: due Italie sotto stress

La geografia del cambiamento climatico non è uniforme.

Giuliacci traccia uno scenario preciso per il nostro Paese: al Sud pioverà sempre meno, mentre al Nord aumenteranno le precipitazioni — e diminuirà la neve. Il tutto in un contesto europeo che aggrava la situazione: «In Europa le temperature stanno crescendo al doppio della velocità rispetto al resto del globo», osserva il meteorologo.

 

Eco-soluzioni: tetti bianchi e fonti energetiche rinnovabili

Giuliacci va oltre la diagnosi. Tra le soluzioni più efficaci e sottostimate cita l’esempio della scelta dei colori urbani: «Solo verniciando di bianco i tetti delle abitazioni e utilizzando colori chiari per l’asfalto, il calore si ridurrebbe quasi del 50%», rivela a Vanity Fair. Il sole, spiega, non è il vero problema: «Il caldo torrido arriva dalla città che riflette le radiazioni solari». Il bianco le disperderebbe invece di assorbirle. Sul piano individuale, il suo consiglio è concreto: usare meno energia e meno acqua, e scegliere fornitori di energia rinnovabile. «Se lo facciamo tutti, il mercato si adeguerà», dice — con la stessa logica dei prodotti al supermercato: si trovano quelli che si vendono.

Nel frattempo, data l’ondata di caldo che sta investendo non solo l’Italia, ma anche l’Europa intera, è consigliabile adottare comportamenti prudenti per evitare spiacevoli conseguenze. Evitare l’esposizione diretta al sole, soprattutto nelle ore più calde, fornirsi di creme solari con almeno un fattore 50 di protezione, bere tanta acqua, rimanendo costantemente idratati. Ovviamente evitare alcoolici!

 

 

 

 

(Fonti: Leggo, VanityFair)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.