Si indaga per omicidio colposo sulla morte di Stefano Tonin, l’operaio 57enne stroncato da un malore mercoledì scorso mentre era al lavoro in un cantiere a San Martino Lupari, nel Padovano.
Il fascicolo aperto dalla Procura di Padova, al momento a carico di ignoti, mira a far luce su quale ruolo abbia avuto il caldo estremo di questi giorni sulla morte dell’uomo, che per tutta la mattinata avrebbe lavorato sotto il sole con temperature fino ai 36 gradi. Da chiarire, poi, perché fosse in servizio nella fascia oraria vietata dalla normativa regionale.
Dai primi accertamenti Stefano Tonin si sarebbe sentito male intorno alle 14.30, poco prima di finire il turno e tornare a casa dalla sua famiglia. Ma l’ordinanza firmata nei giorni scorsi dal presidente del Veneto Alberto Stefani per “tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti” al caldo e al sole, vieta i lavori all’aperto dalle 12.30 alle 16.00 nei giorni in cui il sistema Worklimate indica un alto livello di rischio. E mercoledì, proprio a causa delle alte temperature, il lavoratore non avrebbe dovuto continuare sotto il sole.
Tonin, che nelle ore e nei giorni precedenti alla tragedia stava lavorando a un impianto idrico destinato ad alcune villette in costruzione, si è accasciato a terra improvvisamente. Chi si trovava vicino a lui in quel momento ha provveduto subito a soccorrerlo e a chiamare il 118, così che il 57enne venisse portato in ospedale al più presto. Ma nonostante il tempestivo arrivo dell’ambulanza e dell’elisoccorso, non c’è stato nulla da fare. Tonin non ha più ripreso conoscenza e circa un’ora e mezza più tardi il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
Fondamentale sarà l’autopsia, già disposta sul corpo dell’uomo dal pm di Padova Sergio Dini. Sul caso, indaga poi anche lo Spisal (Servizio di prevenzione degli infortuni sul lavoro) dell’Ulss 6 euganea, che dovrà verificare gli orari di lavoro di Tonin, le sue mansioni e le direttive che la ditta di Castelfranco Veneto (Treviso) presso la quale era impiegato gli aveva dato. Da capire se gli fossero stati comunicati correttamente gli orari di pausa come previsto dalla normativa.
Morire di caldo al lavoro. Assurdo, eppure è successo, e probabilmente accadrà nuovamente se non verranno rispettate le allerte termiche.
Vale per tutte le categorie.
(Fonte: ANSA)

