Andrea Sempio passa la prova “Cenerentola”

Nella nuova inchiesta di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi emergono due nodi che alimentano il dibattito investigativo: la compatibilità con le impronte attribuite alla scarpa Frau 42 e il significato del profilo genetico ricavato sotto le unghie della vittima.

Dopo oltre un anno dall’iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuta l’11 marzo 2025 nell’ambito del nuovo filone della Procura di Pavia, il caso Garlasco continua  su un nodo centrale: verificare se gli elementi raccolti in passato siano compatibili con una ricostruzione diversa da quella che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Da un lato c’è la scarpa Frau numero 42, collegata alle impronte repertate nella villetta. Dall’altro lato il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi e il chiarimento della perita Denise Albani sul cromosoma Y. Due elementi diversi, entrambi destinati cruciali nel dibattito investigativo sul delitto di Garlasco.

Stando alle misurazioni effettuate negli accertamenti tecnici, il piede di Sempio avrebbe una larghezza incompatibile con quel modello di scarpa. La relazione richiama una larghezza compresa tra 11,5 e 12 centimetri, mentre la suola della scarpa presa come riferimento sarebbe progettata per una pianta del piede sensibilmente più stretta. In altre parole, secondo i consulenti, Sempio non riuscirebbe fisicamente a indossare quella calzatura.

Per quanto riguarda il Dna prelevato sotto le unghie di Chiara Poggi e il riferimento a un profilo appartenente alla linea paterna della famiglia di Sempio è intervenuta la perita Denise Albani secondo la quale il cromosoma Y non è identificativo. Ciò significa che, da solo, non consente di attribuire un reperto a una persona specifica. Il motivo è biologico: il cromosoma Y viene trasmesso quasi invariato lungo la linea maschile della stessa famiglia e può quindi essere condiviso da più individui imparentati tra loro, ossia: trovare una compatibilità sul cromosoma Y non equivale a individuare con certezza una persona. È un elemento che può orientare gli accertamenti, ma che necessita di essere inserito in un quadro più ampio fatto di altre tracce, verifiche e riscontri.

Per tale motivo, il dibattito sulla nuova indagine rimane aperto.

Da una parte ci sono gli approfondimenti della Procura di Pavia, dall’altra le osservazioni tecniche delle difese e dei consulenti. Ed è proprio in questi punti — la scarpa che non coincide e un dato genetico che non identifica da solo — che oggi si concentrano molti degli interrogativi ancora senza risposta sul caso Garlasco.

Entro la fine di settembre la Procura ha il tempo di fare (quello che molto probabilmente farà) una richiesta di rinvio a giudizio.

 

 

(Fonti: Leggo, www.fanpage.it)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.