Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato oggi che ai minori di 16 anni sarà vietato l’accesso a tutte le principali app dei social media, come TikTok.
La Francia aveva già ottenuto, a gennaio, il via libera della Camera al divieto dei social agli under 15.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al G7 di Evian, in Francia, ha sottolineato: “Stiamo proteggendo i nostri figli online. Voglio ringraziare il presidente Macron per aver sollevato questo tema cruciale. Perché le opportunità del mondo digitale sono evidenti, ma lo sono anche i rischi. Il dibattito non è se i giovani debbano avere accesso ai social media, ma se i social media debbano avere accesso ai nostri bambini e adolescenti e quando. E in questo ambito, la necessità di posticipare l’accesso ai social media, a causa dei rischi, si sta rafforzando”
“Sappiamo tutti che l’infanzia e la prima adolescenza sono anni formativi per il funzionamento del cervello, ma soprattutto per lo sviluppo della personalità. I minori hanno bisogno di sviluppare le capacità per agire in autonomia offline, ma ovviamente anche online. E dobbiamo dare loro la protezione, il tempo per maturare e, naturalmente, i mezzi per farlo. Anche le aziende tecnologiche hanno una grande responsabilità. In Europa, le piattaforme devono dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione, e questo principio è particolarmente importante per i nostri bambini e adolescenti”, ha aggiunto la von der Leyen.
Dello stesso parere il premier inglese Starmer: “Per i miei due bambini, tutto quello ho sempre voluto è che fossero al sicuro e felici”. Comincia così il video che il primo ministro britannico ha diffuso sui suoi canali social per annunciare il provvedimento adottato oggi dal suo governo: il divieto di accesso ai social network per tutti i minori di 16 anni. Le ragioni, ha spiegato il premier laburista, riguradano, non solo la sicurezza, ma soprattutto la salute mentale dei ragazzi, resi “infelici” dai social e sottoposti al rischio di “vivere intrappolati in un ciclo di ‘scroll’ infinito che allontana il gioco, il sonno e il tempo con la famiglia”.
La Gran Bretagna non è il primo Paese a introdurre restrizioni di questo tipo. Ad iniziare è stata l’Australia di Anthony Albanese, che lo scorso dicembre ha imposto un ban ai minori di 16 anni che coinvolge piattaforme come TikTok, Facebook, Instagram, X e YouTube. Le aziende devono quindi adottare “misure ragionevoli” per impedire l’accesso ai minori, rischiando sanzioni fino a 49,5 milioni di dollari australiani.
Sono queste le soluzioni migliori? Saranno efficaci?
I media nelle mani dei giovani sono un vaso di pandora che confonde le loro menti.
(Fonte: Rainews24)

