Vannacci e lo “scivolone” sul femminicidio

“Il femminicidio non esiste, un omicidio come altri” dice Vannacci.

Il suo partito, nato a febbraio davanti a un notaio, ora ha un presidente (lui, in carica per 3 anni), un’assemblea nazionale con 120 componenti, un esecutivo e militanti in tutt’Italia. E nel giorno del debutto, il generale sale alla ribalta.

E dall’auditorium della Conciliazione, dove accoglie i Costituenti del partito a due passi dal Vaticano, tira fendenti e non fa sconti a nessuno. Nemmeno su un’emergenza come il femminicidio. Il reato introdotto in Italia un anno fa è “un’assurdità” – sentenzia Vannacci – perché “è un omicidio come tutti gli altri”, convinto che non sia il genere della vittima a poter definire un delitto.

“Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità”, argomenta. E messo alle strette dai cronisti, è definitivo: “Il femminicidio non esiste”. Fedele alle sue battaglie anti gender e quote rosa, il generale scaglia la sua freccia. E il colpo va segno a sentire gli applausi dei ‘suoi’, più forti in quel passaggio. Ma non l’unico. I cuori si scadano sulla battaglia madre di FnV: la remigrazione. Qui spesso platea in piedi e sventolio di bandiere. Un popolo che non si offende al richiamo del leader di essere “feccia e scarto” della società, anzi. E che sposa le promesse più sovraniste, con slogan della destra sociale e un programma dominato dall’azione e dalla disciplina militare com’è quello che sciorina il presidente per più di un’ora. L’Italia promessa da Vannacci è fatta da più figli, zero migranti (perché rimpatriati) o con un tetto massimo del 4% che comunque si assimilino a cultura e valori nazionali, niente più giovani sul divano e sport per tutti perché – spiega a lungo il militare – è un investimento nel benessere personale e garanzia di spendere meno soldi per curare le malattie. Un apprezzamento ricambiato che fa dire a Vannacci: “Io rappresento la speranza degli italiani e non della sinistra” come lo accusano i partiti di maggioranza. Ai potenziali alleati assicura: “Io non voglio fare implodere il centrodestra”. Ma tiene il punto: “Le alleanze si fanno prima delle elezioni, ho delle linee rosse e non sono disposto a negoziarle”. L’assemblea sdogana perfino la parola “camerata”.

A usarla senza imbarazzo è il deputato Domenico Furgiuele, l’ex leghista che così saluta il pubblico. E poco dopo si associa lo pseudo ideologo del partito Lorenzo Gasperini che chiude l’orazione sfoggiando citazioni di Giorgio Almirante (“La destra o è coraggio o non è”), con tanto di cori di apprezzamento. Il mood della giornata cambia anche rispetto ai giornalisti. Non nel botta e risposta con la stampa, da cui Vannacci dice di sentirsi bersagliato, ma sulla logistica. Lo spazio per il punto stampa si allarga e soprattutto si aprono le porte del teatro ai media per seguire gli interventi dei vannacciani poi del comandante. Lui si sbraccia per illustrare il programma e svela il suo pantheon musicale composto da De Andrè per il verso sul “letame da cui nascono i fiori” (proprio come i futuristi) e da Lucio Dalla. La sua canzone Futura diventa l’inno del Fvn. Altro momento pop è con Laura Ravetto, la deputata che sale sul palco con uno spray per stirare e rivela il gioco: “I giornalisti diranno che vogliamo che le donne stiano a casa a stirare e invece no. La mia proposta é il merito” come il marchio dell’appretto. E aggiunge: “Le donne devono arrivare con il merito e non servono le quote rosa”. Ma ora che lo scheletro del partito c’è, la palla passa agli iscritti ed elettori. A loro è rivolto lo sprone del generale: “Futuro nazionale è vostro, io ho fatto il frontman” E da la sua parola: “Questo non sarà il partito dei capi bastone”.

Il delirio tra i politicanti non manca mai. Vannacci dimostra essere già sul nido del cuculo, tronfio della sua mossa frega-Salvini e dei neuro-deviati che lo seguono.

Non sa nemmeno esprimersi, cadendo sullo scivolone del femminicidio come un principiante del politichese.

Mala tempora currunt.

Donna Vita Libertà.

 

 

(Fonte: ANSA)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.