Nel 2025 il consumo di energia in Italia è oltre 9 volte superiore rispetto al 1930 (da 15 a 140 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio – Mtep), come conseguenza delle trasformazioni demografiche e produttive del Paese.
Lo indica l’Istat nell’analisi ‘L’ambiente e l’energia’ sulle trasformazioni dell’Italia a proposito di consumo di energia ed evoluzione delle fonti aggiungendo che nel 2025 la popolazione è una volta e mezzo quella del 1931, e il Pil è aumentato di circa 10 volte, così come sono cresciuti, con modalità diverse, i consumi.
Prima, negli anni ’30 dominavano carbone e legna; nel Secondo dopoguerra inizia l’era dell’oro nero e negli anni del miracolo economico (1953-1973) i consumi si moltiplicano di circa 7 volte; le crisi petrolifere degli anni ’70 e l’uscita dal nucleare nel 1987 accelerano lo sviluppo di centrali e reti distributive del gas naturale, pur rimanendo il petrolio al primo posto, anche se nell’arco di 20 anni, tra il 2005 e il 2024, la quota delle rinnovabili nel consumo interno lordo di energia è salita dal 7 al 21%.
E se andassimo a cavallo?

