Nati per prendersi cura, formati per eccellere. La Giornata internazionale dell’Infermiere 2026 celebra l’evoluzione della professione infermieristica nel segno di una formazione sempre più specialistica capace di garantire ai cittadini un’assistenza qualificata e in linea con i loro bisogni di salute.
Lo slogan della campagna comunicativa, Nati per prendersi cura, formati per eccellere, filo conduttore di questo 12 maggio, nasce da un traguardo che diventa punto di partenza decisivo.
Nei mesi scorsi sono stati registrati i decreti ministeriali che istituiscono tre nuovi percorsi di laurea magistrale in Scienze infermieristiche: Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, Cure intensive e nell’Emergenza. Un risultato frutto del lavoro pluriennale condotto da FNOPI in piena sinergia con Ministero della Salute e Ministero dell’Università e della ricerca.
I tre percorsi universitari saldano la formazione avanzata degli infermieri al diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione. Infermieri più competenti, con percorsi specialistici riconosciuti, significano un’assistenza più qualificata, una risposta più efficace ai bisogni crescenti dei cittadini e un sistema sanitario più solido. La leadership clinica infermieristica è una questione di salute pubblica. Nati per prendersi cura, formati per eccellere racconta una professione che ha sempre avuto la cura al centro, e che oggi ha ulteriori strumenti per esercitarla ai più alti livelli.

“Come traduciamo questi cento anni di sapere infermieristico e qual è il nostro futuro? – si interroga la presidente – La risposta sta nella figura dell’infermiere di oggi. Un infermiere pienamente consapevole delle proprie competenze, dei propri limiti, delle proprie conoscenze, delle proprie prerogative. Un infermiere consapevole della possibilità e della necessità di esercitare un ruolo di leadership clinica all’interno dell’equipe di cura e di assistenza: sempre più multiprofessionale. L’infermiere mette a servizio una capacità di gestire percorsi assistenziali complessi e avanzati, di prendere decisioni assistenziali autonome basate sulla propria disciplina e sul proprio metodo scientifico” dichiara la presidente FNOPI, Barbara Mangiacavalli (sopra, in foto).
La mia testimonianza
Dolorante per due costole rotte ed un trauma facciale in seguito ad una aggressione, ero riverso nel lettino, triste, solo. Chiusi gli occhi. Poi sentii qualcosa che non provavo da decenni, una mano che con infinita dolcezza mi accarezzò la fronte, come faceva mia mamma. Una infermiera stava curando la mia anima.
Grazie.
(Fonte: F.N.O.P.I.)

