Rientrare con le spese per fronteggiare gli aumenti dei prezzi energetici a danno dei settori economici più colpiti nella clausola di salvaguardia Ue, che permette di deviare temporaneamente dai requisiti di bilancio, per sostenere le spese per la difesa. È questa la proposta piu’ ottimale del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti all’Eurogruppo.
“Se la situazione dovesse continuare a peggiorare, sarebbe opportuno attivare una clausola di salvaguardia generale a livello Ue per ottenere maggiore spazio di bilancio. Se non si raggiungesse il consenso necessario per questa soluzione, un’attivazione coordinata delle clausole di salvaguardia nazionali rappresenterebbe la migliore alternativa, con un rigoroso impegno a mantenere la sostenibilità fiscale. Un’altra opzione sarebbe quella di estendere, lasciando invariato il tetto già previsto, l’applicazione della clausola di salvaguardia nazionale a fini di difesa alla crisi iraniana per quanto riguarda le conseguenze negative sul settore energetico”. Per il ministro e’ la soluzione più praticabile.
“Sono anche interessato a discutere misure selettive per l’incremento delle entrate. In quest’ottica, sosterrei l’introduzione a livello Ue di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, come suggerito dall’Italia e da Germania, Portogallo, Austria e Spagna, in una lettera inviata alla Commissione il 3 aprile”, ha detto. Sottolineando che “ora è tempo di agire”, perché “la politica attendere e vedere è finita”.

