Marina Berlusconi ha recentemente  smentito le  indiscrezioni  su  una  sua  imminente discesa in politica, prevista per il 17 ottobre 2026. Ha definito questa idea come “solita idea fantomatica” ha criticato fantasmi che la circondano. Marina ha anche sottolineato che gli attacchi ricevuti sono “medaglie al valore” ha espresso solidarietà per le persone che condividono idee retrograde.

La guida di Antonio Tajani, così come l’impronta politica di Forza Italia, nel perimetro del centrodestra, non sono in discussione secondo Marina Berlusconi.

Sul pranzo di venerdì scorso nella sede Mediaset di Cologno Monzese tra il segretario nazionale azzurro, la primogenita del Cavaliere e il fratello Pier Silvio (presenti Gianni Letta e l’ad di Fininvest spa, Danilo Pellegrino) sono circolate varie ricostruzioni relative al futuro del partito e al rapporto con il governo Meloni in vista delle prossime politiche.

La colazione è durata oltre quattro ore, dove certamente molti sono stati i temi, in maniera approfondita, da dirimere, il primo dopo la sconfitta del Sì al referendum sulla riforma della giustizia.

È circolata voce che la famiglia Berlusconi, soprattutto alla luce degli avvicendamenti alla guida dei gruppi di Camera e Senato (con la nomina del liberal Enrico Costa al posto di Paolo Barelli, fedelissimo di Tajani, e di Stefania Craxi al posto di Maurizio Gasparri), d’ora in poi vorrebbe far sentire il proprio peso nel partito.

Al punto che si ipotizza e si scommette che i figli di Silvio guarderebbero con favore alla nascita di un nuovo centro intorno alla sindaca di Genova Silvia Salis, strizzando l’occhio alla sinistra più moderata e progressista. Non è passato, infatti, inosservato in ambienti azzurri l’articolo pubblicato su ‘La Verità’ da Paolo Del Debbio, volto storico delle tv Mediaset, considerato interprete di chi non avrebbe visto di buon occhio l’attivismo degli eredi del Cavaliere in politica e su Forza Italia. In realtà, spiegano qualificate fonte azzurre, Marina e Pier Silvio non hanno nessuna intenzione di interferire nelle scelte di partito, imponendo la linea politica, né di scendere in campo.

Nessuna ingerenza ma solo di moral suasion sui temi a loro cari, come il fine vita.

Una moral suasion, soprattutto, perché venga garantita la massima unità, mettendo da parte polemiche e liti di cortile, che fanno solo male all’immagine di Fi. Resterà deluso, spiegano dalle parti di Arcore, chi già immaginava una rivisitazione del Patto del Nazareno in chiave anti sovranista.

La presidente di Mondadori, tutte le volte che le hanno chiesto se lei fosse di sinistra, ha sempre risposto: “assolutamente no, sono una liberale berlusconiana e ce l’ho nel mio DNA.”

Riguardo ai rapporti istituzionali con il governo, resta (al momento) un convinto sostegno a Giorgia Meloni, nell’interesse del Paese.
Se le mele non rotolano lontano dall’albero, anche i due fratelli percorreranno lo stesso iter del padre, magari con più accortezza e con più furberia.

Piersilvio ogni tanto si autopromuove sui suoi canali vantando crescite degne di tv interstellari. Marina è più sottile, ma possiede comunque quella stessa ambizione paterna che la costringerà, prima o poi, a scendere apertamente in campo per i difendere i suoi interessi e di chi la sostiene.
Credere che i politici o potenti ricchi abbiano a cuore il bene dei cittadini è il non plus ultra dell’ipocrisia. Questo vale per qualsiasi partito movimento o schieramento.
Finché la magistratura resterà così com’è dopo il fallimento del referendum, Marina e Piersilvio potrebbero rischiare di superare il record nazionale detenuto dal padre.

Indovinate quale record.

Da AslimItaly

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