Oggi è il Moka Day, il rito italiano per eccellenza. Come usarla per fare un caffè perfetto
Il rito mattutino del caffè viene celebrato ovunque. Il profumo della caffettiera al risveglio è insostituibile per quasi tutti gli italiani: resiste come la pasta e la pizza e le lasagne tra i cibi indispensabili e identificativi. Quel borbottio di caffè profuma di abitudini storiche, mattinate di fretta o risvegli lenti a girare il cucchiano, rituale italianissimo che si ripete dopo pranzo o con gli amici. Relax più sprint, buono per il corpo e per l’anima.
Da oggi ogni anno, il 21 aprile, il profumo del caffè avrà la sua festa ufficiale. È nata infatti la Giornata Internazionale della Moka, una ricorrenza che prende vita proprio quest’anno grazie all’iniziativa del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food. La data scelta non è casuale: coincide con la Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione e con l’apertura della Milano Design Week 2026, a ribadire con forza quel legame indissolubile che unisce la moka al genio industriale italiano.
Tutto è iniziato nel 1933, con Alfonso Bialetti e l’intuizione che avrebbe cambiato per sempre le abitudini del mondo. Quasi un secolo dopo, la sua creazione è ancora straordinariamente utile: la moka rimane uno dei metodi di preparazione del caffè più diffusi a livello globale, presente in quasi il 90% delle case italiane, con un mercato mondiale che continua a espandersi a un ritmo medio annuo di circa il 7%.
I numeri raccontano una storia di apprezzamento e piacere. Secondo i dati 2024 elaborati dal Comitato Italiano del Caffè, il 64% del caffè venduto in Italia è macinato — quello da moka, per l’appunto — contro il 24% rappresentato da cialde e capsule. Il restante si divide tra caffè solubile (4%) e in grani (8%).

A dare voce a questi dati è Michele Monzini (sopra, in foto), vicepresidente del Comitato Italiano Caffè, che descrive la moka come «il cuore pulsante del consumo domestico», capace di resistere all’avanzata delle nuove tecnologie( cialde, capsule e altro) perché portatrice di qualcosa che le macchine più sofisticate faticano a replicare: l’autenticità di un rituale antico, che non teme il passare del tempo.
La vexata quaestio: come preparare il caffè con la moka
Ma come preparare un caffè perfetto con la moka? Ecco qualche piccolo consiglio. La prima cosa da ricordare è quella di non lavare mai la moka con detersivi: basta solo un po’ di acqua calda. Sarebbe poi opportuno cambiare regolarmente la guarnizione, idealmente ogni 3-4 mesi. Meglio usare acqua minerale per evitare il calcare. Riempite il serbatoio fino alla valvola: mantenetevi a filo o state leggermente sotto, ma non superatela mai. Sarebbe meglio usare una miscela di qualità, l’ideale sarebbe quella macinata al momento per non perdere i profumi e gli aromi, anche se in genere i caffè in vendita in Italia sono buoni. Il filtro si riempie con il cucchiaino, si fa una montagnetta che si può livellare, ma senza pressare la polvere di caffè con forza. A questo punto accendete il fornello al minimo, usate sempre un fornello basso, e appena il caffè inizia a fuoriuscire, sentirete gorgogliare la macchinetta, quindi spegnete la fiamma per evitare che il caffè abbia il sapore bruciacchiato. Mescolate il caffè nella moka prima di servirlo in tazzine, possibilmente calde.
Godetevelo fino all’ultima goccia…
Nota curiosa: A Napoli, nel film “così parlò Bellavista” del regista filosofo e scrittore Luciano De Crescenzo, c’è una scena dove in un mercatino rionale vendono ” Originale Bialetti senza l’omino!”
(Fonte: Leggo.it)

