Detenuto in carcere percepisce il reddito di cittadinanza: il giudice gli dà ragione!

Aveva compilato la domanda per ottenere il Reddito di Cittadinanza mentre era in carcere e aveva allegato anche la documentazione che lo attestava. Gli operatori del caf, però, hanno inoltrato lo stesso la pratica facendo ottenere il sussidio al detenuto, per un totale di 4 mila euro. Un beneficio indebito raggiunto grazie all’imperizia di chi avrebbe dovuto vigilare, e non con l’inganno, per questo il giudice ha dato ragione al carcerato.

Si è rivolto al caf durante un permesso premio

Dopo alcuni mesi dall’accoglimento della domanda, Inps e Guardia di finanza avevano riscontrato che un detenuto ristretto in carcere stava ottenendo il Reddito di Cittadinanza. Per questo gli era stata inviata la richiesta di restituzione delle somme percepite, ed era stato avvisato del procedimento penale a suo carico. Come ricostruiscono Secolo XIX e Stampa, l’uomo si è difeso sostenendo di aver presentato la domanda per il sussidio perché altri detenuti lo avevano fatto, e non aveva mentito sulla sua situazione nelle carte che aveva inviato al caf.

Durante un permesso premio di cui aveva usufruito mentre era nel carcere di Ivrea, l’uomo era si era rivolto a un caf di Cairo Montenotte, il piccolo centro del Savonese dove viveva. Nonostante il Decreto Legislativo n. 4 del 2019 escluda esplicitamente le persone sottoposte a detenzione dall’accesso al Reddito di Cittadinanza, il personale che ha preso in carica la sua pratica ha mandato avanti lo stesso la richiesta, fino a fargliela ottenere.

Alla domanda era allegato il documento di riconoscimento rilasciato dall’istituto penitenziario in sostituzione della carta d’identità.

Danno e beffa in un solo colpo.

(Fonti: Fanpage, Secolo XIX , LaStampa)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.