L’accordo tra Stati Uniti e Iran per il cessate il fuoco riapre (momentaneamente) il traffico delle navi nello stretto di Hormuz. Una buona notizia, che però produrrà effetti positivi prettamente sulla lunga distanza.
L’emergenza per l’alto costo del carburante resta attuale soprattutto per il traffico aereo. Tra costi operativi in aumento e tensioni geopolitiche, le compagnie sono costrette a rivedere piani e strategie commerciali.
Ryanair ha ipotizzato una riduzione fino al 10% dei voli nei mesi estivi, quando la domanda raggiunge i livelli più alti. Si tratta di uno scenario che si inserisce su difficoltà già esistenti. Da tempo il settore deve fare fronte a margini ridotti, compressi dall’aumento dei costi e da una pressione fiscale crescente.
Lo scopo è concentrare la capacità sulle tratte più redditizie, eliminando quelle meno sostenibili.
Per Ryanair, il piano riguarda diversi Paesi europei, con una riduzione significativa dei voli soprattutto negli aeroporti regionali. La revisione coinvolge Spagna, Germania, Francia, Belgio e Portogallo.
Cartelli automatici, concorrenza ridotta
Le conseguenze potrebbero farsi sentire anche per i viaggiatori. Una minore offerta di voli rischia di ridurre la concorrenza su alcune tratte, con possibili aumenti dei prezzi, soprattutto nei periodi di alta stagione.
La riduzione dei collegamenti dagli aeroporti minori potrebbe altresì rendere più disagevoli gli spostamenti, costringendo molti passeggeri a rivolgersi a scali più grandi.
(Fonte: Leggo.it)

