Nemmeno consumare una pizza è più sicuro.
Secondo quanto emerso dalle testimonianze e dai rilievi della polizia, la lite sarebbe esplosa intorno alle ore 23:00. Un gruppo di giovani di origine tunisina avrebbe accusato alcuni clienti pakistani di aver importunato una ragazza seduta a un altro tavolo. Il titolare del locale ha tentato inutilmente di mediare, smentendo le accuse e cercando di riportare la calma, ma la situazione è precipitata in pochi istanti. Gli aggressori hanno prima utilizzato dello spray al peperoncino per accecare i presenti e saturare l’ambiente, per poi passare all’attacco con i coltelli.
Un testimone ha descritto con precisione la gravità dei danni fisici riscontrati immediatamente dopo l’aggressione: «C’era un ragazzo con la testa tagliata da un machete in una pozza di sangue. L’amico che zoppicava con la tuta aperta sulla coscia, che zampillava». Anche il ristoratore, nel suo ultimo giorno di gestione, è rimasto ferito riportando una profonda emorragia alla mano nel tentativo di fermare i colpi.
All’arrivo delle volanti, gli agenti si sono trovati di fronte a una scena di devastazione, con i legamenti di una delle vittime recisi e diversi clienti intenti a tamponare le ferite dei compagni con mezzi di fortuna. Un giovane presente al momento dei fatti ha ribadito l’infondatezza del movente: «Era solo una cena. Nessuno ha fatto niente a nessuno. I tunisini si sono fissati, per uno sguardo di troppo che chissà se c’è mai stato». Mentre l’inchiesta prosegue per identificare eventuali complici fuggiti dopo il raid, per il ventunenne fermato è stata richiesta la custodia cautelare in carcere.
Le lame sono le protagoniste della violenza più gratuita e insensata…
(Fonte: CorriereAdriatico)

