L’attore Mario Adorf è morto a 95 anni nel suo appartamento a Parigi. Ne ha dato conferma la Dpa, che cita il manager Michael Stark. Si era recentemente ammalato, come ha fatto sapere la moglie.
Elvetico ma italianizzato
Nato a Zurigo nel 1930, Adorf era figlio di un chirurgo calabrese e di una radiologa tedesca. Cresciuto in Germania, ha sempre mantenuto un legame viscerale con l’Italia, diventando uno dei pochi attori capaci di recitare con naturalezza assoluta in entrambe le lingue, oltre che in francese e inglese.
La carriera : cinema Tv musica e letteratura
Dopo aver studiato recitazione alla prestigiosa scuola Otto Falckenberg di Monaco, Adorf si impone negli anni ’50 e ’60 come interprete di incredibile versatilità. La sua fisicità imponente e lo sguardo magnetico lo rendono perfetto per ruoli intensi. Si fa notare nel 1957 nel film Ordine di uccidere (Nachts, wenn der Teufel kam), dove interpreta un serial killer, ruolo che gli vale il plauso della critica. Negli anni ’70 diventa un’icona del cinema di genere italiano, in particolare dei poliziotteschi. Impossibile dimenticare la sua interpretazione di Rocco Musco in Milano calibro 9 (1972) di Fernando Di Leo. Partecipa a capolavori come Il tamburo di latta (1979) di Volker Schlöndorff, vincitore della Palma d’Oro e dell’Oscar, interpretando il padre del protagonista.
Non solo cinema d’autore o d’azione: Adorf ha prestato il suo volto anche a grandi produzioni televisive. Molti lo ricordano nel ruolo del Re (il padre di Fantaghirò- Martinez) nella celebre serie fantasy degli anni ’90. Oltre alla recitazione, è stato un apprezzato scrittore e cantante, autore di diversi libri autobiografici e di racconti che mostrano il suo lato più riflessivo e ironico.
Personalmente lo ricorderò con simpatia per l’interpretazione nel film Operazione San Gennaro, dove copre il ruolo di Cicillo, aiutante maldestro di Nino Manfedi.
(Fonte: IlMattino)

