Cancro, scoperta “architettura” delle metastasi

Le metastasi, cellule cancerose che che si staccano dal tumore primario e invadono altri organi o tessuti, non sono caotiche e disorganizzate come ritenuto fino ad oggi: alla loro base c’è un preciso disegno architettonico, ed è lo stesso capace di costruire un embrione. Lo ha scoperto lo studio internazionale pubblicato sulla rivista Cell e guidato da ricercatori italiani dell’Università di Padova, che apre così a nuove possibilità di trattamento per i tumori più difficili da curare. Sono noti, di fatto, i segnali molecolari chiave per la formazione degli organi e, bloccandoli, i tumori non riescono a produrre metastasi vere e proprie, che sono dunque molto più facili da “gestire”. Alla ricerca hanno contribuito anche l’Università di Milano, l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e l’Istituto Oncologico Veneto di Padova, insieme all’Istituto Neurologico Carlo Besta e all’Istituto Fondazione di Oncologia Molecolare (Ifom) di Milano.

“Per decenni abbiamo studiato il cancro in due dimensioni – afferma Stefano Piccolo (sopra, in foto) dell’ Università di Padova e Ifom, che ha coordinato la ricerca – ma il cancro, come ogni organo e ogni forma vivente, ha una forma tridimensionale. Abbracciare la terza dimensione è un cambio di prospettiva non solo tecnico, che porta con sé una visione radicalmente nuova della malattia e possibilità di intervento finora impensabili”.

I ricercatori hanno osservato che le metastasi crescono in una rete di cordoni cellulari, che si diffondono come le radici di una pianta. Questa struttura non è affatto casuale, ma segue lo stesso piano di costruzione che, all’inizio della vita, aiuta a costruire tessuti e organi: in pratica, il programma dell’embrione viene dirottato e distorto a favore del tumore.

A coordinare il processo è un gruppo di geni ‘architetto’ chiamati geni Etv: questi indicano in maniera precisa alle cellule come organizzarsi nello spazio e come assemblare la struttura 3D necessaria alle metastasi. Gli autori dello studio hanno scoperto che, quando i “geni architetto” vengono spenti, i tumori perdono la capacità di crescere come reti ramificate e assumono invece un’architettura più compatta, che le attuali terapie possono colpire in maniera più efficace.

Questa scoperta è un ulteriore passo in avanti contro la lotto al cancro.
Il cancro può essere sconfitto.

(Fonte: ANSA)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.