Effetto Hormuz: aeroporto di Brindisi a secco

A oltre un mese dallo scoppio della guerra in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz – snodo decisivo per il traffico petrolifero mondiale – inizia a produrre effetti seri anche negli aeroporti italiani. Il primo caso più evidente è Brindisi, dove secondo i Notam, i bollettini operativi con cui vengono comunicate ai piloti e alle compagnie variazioni o limitazioni su uno scalo, il carburante per gli aerei non è disponibile almeno fino alle 12 di oggi. Alle compagnie viene chiesto di programmare il rifornimento negli aeroporti precedenti e di calcolare una quantità sufficiente a coprire anche le tratte successive, mentre le riserve residue vengono destinate ai voli di Stato, ai servizi sanitari e alle missioni di soccorso. In sostanza, lo scalo resta aperto, ma gli aeromobili devono rifornirsi prima di atterrarvi.

Torneremo all’austerity?

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.