“Non vi è dubbio che ‘la chiamata del presente’ e il ‘saluto romano’, siano inquadrabili nell’alveo dell’art. 5 della Legge Scelba; si tratta certamente di un rituale immediatamente e notoriamente idoneo ad evocare la ‘liturgia’ delle adunanze fasciste e il regime conseguentemente instaurato. Ciò, tuttavia, come precisato dalla Suprema Corte, non basta per ritenere sempre e comunque configurato il reato, poiché è necessario appurare, in concreto, alla stregua di una valutazione da effettuarsi complessivamente, la sussistenza di elementi di fatto idonei a dare concretezza al pericolo di ‘emulazione’ insito nel reato. Facendo, allora, tesoro dei principi, ritiene questo giudice che, nel caso in esame il pericolo di ricostituzione del partito fascista sia, in concreto, insussistente”.
E’ quanto scrive il gup di Roma Chiara Miraglia nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 20 febbraio ha prosciolto 29 persone, quasi tutti militanti di Casapound, indagate nell’ambito dell’indagine sui saluti romani davanti all’ex sede dell’Msi di via Acca Larenzia del 7 gennaio 2024. Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi e dalla pm Lucia Lotti, si contestava la violazione delle leggi Mancino e Scelba.
Ormai il fascismo è solo un pallidissimo ricordo di un periodo storico negativo dell’Italia, e questi quattro gatti non rappresentano di certo un pericolo per la democrazia.
(Fonte: ADNKronos)

