Se si buca la scadenza del 30 aprile si perdono i benefici agevolativi: ripartono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi) e scatta il ricalcolo del debito originario comprensivo di sanzioni e interessi, rendendo inoltre non più rateizzabili i carichi.
E l’attenzione dei contribuenti si concentra soprattutto su due nodi cruciali: cosa succede se non si paga una rata e quali sanzioni, in particolare le multe, sono effettivamente incluse? Le risposte a queste e ad altre domande nelle Faq sulla nuova edizione della rottamazione pubblicate dall’Agenzia delle Entrate. (facilmente consultabile).
Cosa succede dopo la richiesta di adesione
Dopo la presentazione della richiesta di adesione la legge prevede che Agenzia delle entrate-Riscossione invii al contribuente, entro il 30 giugno 2026, una “Comunicazione” di eventuale accoglimento della domanda contenente:
- l’ammontare complessivo delle somme dovute a titolo di Rottamazione-quinquies;
- la scadenza dei pagamenti in base alla soluzione indicata in fase di presentazione della domanda di adesione;
- i moduli di pagamento precompilati;
- le informazioni per richiedere l’eventuale domiciliazione bancaria dei pagamenti sul proprio conto corrente;
Oppure di eventuale diniego, con l’evidenza delle motivazioni per le quali non è stata accolta la richiesta di Rottamazione-quinquies.
A seguito della presentazione della domanda di adesione, Agenzia delle entrate-Riscossione, limitatamente ai debiti rientranti nell’ambito applicativo (debiti “definibili”) della Rottamazione-quinquies:
- non avvierà nuove procedure cautelari o esecutive;
- non proseguirà le procedure esecutive precedentemente avviate salvo che non abbia già avuto luogo il primo incanto con esito positivo;
- resteranno in essere eventuali fermi amministrativi o ipoteche già iscritte alla data di presentazione della domanda.
Se si salta la rata?
La legge è chiara: la Rottamazione-quinquies non tollera ritardi strutturali. In caso di pagamento in un’unica soluzione, basta non rispettare la scadenza del 31 luglio 2026 per perdere automaticamente tutti i benefici. Se invece si sceglie il piano rateale (fino a 54 rate bimestrali), la decadenza scatta con il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata.

