Il caso dello studente 13enne che ha accoltellato la sua prof

Lo studente si trova da ieri sera in una comunità protetta con il consenso dei genitori. Il ragazzo non ha ancora 14 anni e non è quindi imputabile e quindi non andrà in un carcere minorile. Eventuali sviluppi, sia sul piano penale sia su quello civile, potranno essere avviati esclusivamente su iniziativa della Procura dei Minori di Brescia.

Ci vorrebbe Maria Rita Parsi. Quella dello studente di 13 anni che ha accoltellato la sua prof.ssa di francese sarebbe stato il caso dei casi per la Parsi, il non plus ultra nella psicoanalisi giovanile.

Eppure questo ragazzo non ha nulla di complicato. La sua psiche è semplice, crudele, plasmata da videogiochi, film, piattaforme digitali, tant’è che ha filmato in diretta live l’impresa delittuosa (in foto di copertina, un frammento di Telegram). Fortunatamente la docente ( Chiara Mocchi) si è salvata, ma lui, si legge da un post, aveva tanto rancore, odio in corpo.

Sentirsi umiliati può portare all’esasperazione, e il giovane aveva accumulato dentro sé tanta rabbia da portarlo a premeditare il gesto. Sembra, da alcune indiscrezioni fornite da un’amica, che avesse intenzione di uccidere anche i genitori. E a casa sono stati rinvenuti materiali per la fabbricazione di un ordigno esplosivo.

Pantaloni mimetici, una t-shirt con su scritto in rosso “vendetta”. Ecco l’outfit del male, così banale, così semplice.

Lui ha anche dichiarato -vantandosene- di non essere processabile data la giovane età.

Ma la violenza, quella più gratuita, efferata, sembra essere al giorno d’oggi retaggio dei giovani, anzi, giovanissimi, individui, esseri umani che non hanno completato persino la dentizione. Ed ecco forse, gli manca il giudizio, o meglio, è distorto nelle loro testoline bombardate dai social media.

Proseguendo su questa china (maranza inclusi, ovviamente) verrà il momento di chiedere per legge l’abbassamento della punibilità, come negli USA, dove alle elementari bisogna passare al metal-detector per il timore che qualche moccioso (eh, sì, è il caso di dirlo) entri in classe con la magnum 44 del papà (o della mamma) e faccia fuori la maestra per averlo sgridato.

Solitamente termino questi articoli con “mala tempora currunt”, ma ci aggiungo “et peiora parantur”( tempi difficili, ma peggiori sono in arrivo, N.d.R.).

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.