Trump: piano per l’Iran in 15 punti

Cessate il fuoco per un mese e un piano in 15 punti per costruire l’accordo. La proposta della Casa Bianca per chiudere la guerra tra Stati Uniti e Iran annunciata da Donald Trump è arrivata a destinazione: è stata recapitata a Teheran con mediazione del Pakistan.

La notizia diffusa ieri sera dal New York Times, è stata confermata all’Associated Press da due funzionari pachistani che hanno descritto la proposta in termini generali: riguarda – hanno riferito – l’allentamento delle sanzioni, la cooperazione sul nucleare civile, la riduzione del programma nucleare iraniano, il monitoraggio da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, i limiti ai missili e la libera navigazione nello Stretto di Hormuz.

La tv israeliana Channel 12 ha diffuso nei dettagli tutti i punti: 

1) lo smantellamento delle capacità nucleari esistenti,

2) l’impegno dell’Iran a non perseguire più lo sviluppo di armi nucleari e

3) di non arricchire più l’uranio nel proprio territorio,

4) la consegna all’Aiea dei circa 450 kg di uranio arricchito al 60%

5) lo smantellamento degli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow,

6) il pieno accesso all’Aiea in Iran,

7) Teheran costretta ad abbandonare la strategia dei proxy,

8) cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione,

9) lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà.

10) Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata e

11) l’uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa. In cambio l’Iran otterrà

12) la rimozione di tutte le sanzioni,

13) l’aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e

14) verrà eliminata la minaccia dello «snapback», ossia del ripristino automatico delle sanzioni.

Il 15esimo punto, non del tutto dettagliato nei rapporti trapelati, è probabilmente legato a garanzie di sicurezza regionale più estese.

 Nei 15 punti non sono previsti sistemi di verifica, a parte un vago riferimento alle ispezioni dell’Aiea.

Il piano appare per buona parte una riformulazione di quello già presentato – senza successo –  quasi un anno fa.

E’ improbabile che l’Iran lo accetti così com’è, sarebbe una resa.

Teheran (riporta il Wall Street Journal), chiede anche altro per porre fine alla guerra: risarcimenti per gli attacchi subiti, la chiusura di tutte le basi militari Usa nel Golfo Persico, garanzie che la guerra non riprenda e la cessazione degli attacchi israeliani contro Hezbollah e anche un nuovo accordo nel Golfo che consentirebbe alla Repubblica islamica di riscuotere pedaggi dalle navi  (2 milioni di dollari) che attraversano lo strategico Stretto di Hormuz sul modello applicato dall’Egitto al Canale di Suez.

Il vecchio piano prevedeva che tutte le scorte di uranio arricchito fossero immediatamente spedite fuori dall’Iran. Ora invece si restringe il divieto all’uranio arricchito al 60%. Il regime conserverebbe così qualche margine di manovra per continuare in modo legittimo il programma nucleare, sostiene Eric Brewer (sopra, in foto) vicedirettore del Progetto sulle questioni nucleari (Poni) e ricercatore senior Centro per gli studi strategici e internazionali (Csis): «Ecco alcune cose che Teheran potrebbe potenzialmente fare, in modo perfettamente legittimo, sul programma nucleare pur rimanendo in regola: sviluppare una capacità di riprocessamento e accumulare grandi quantità di plutonio per uso bellico (senza necessità di arricchimento!), mantenere le sue scorte di uranio arricchito al 20%, e condurre ricerche a duplice uso su capacità rilevanti per le armi nucleari (non vietate se sono per scopi «convenzionali»).
Ce la farà Trump? I consensi calano, e le dichiarazioni altalenanti del tycoon neworkese influenzano le borse di tutto il mondo.

(Fonte: CorrieredellaSera)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.