È una delle domande più poste. C’è chi userebbe il vecchio adagio “rosso di sera bel tempo si spera” oppure “nubi a pecorelle, pioggia a catinelle”.
Diamo per scontato di poter trovare la risposta in pochi secondi al tocco dello schermo di un cellulare o a un clic dell’interruttore della televisione.
Ma dietro ogni previsione ci sono milioni di osservazioni, analizzate attraverso migliaia di processori nella straordinaria e unica rete globale coordinata dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM).
Ovunque tu sia – a terra, in mare o in aria – le previsioni che utilizzi dipendono dallo scambio libero e aperto di dati osservativi orchestrato dalla WMO.
Dai satelliti in orbita attorno alla Terra, ai palloni meteorologici rilasciati nell’atmosfera, alle boe oceaniche e alle navi che cavalcano le onde, alle stazioni remote, le osservazioni meteorologiche sono alla base di tutto, dalle nostre routine quotidiane alle decisioni da miliardi di dollari.
L’immenso e spesso invisibile sistema di osservazione e previsione coordinato dalla OMM è la spina dorsale delle nostre economie. È il sistema nervoso centrale per gli allarmi precoci che hanno salvato milioni di vite.
Questa Giornata Meteorologica Mondiale celebra quindi il lavoro della comunità WMO nell’osservare la nostra Terra per proteggere le comunità oggi e costruire resilienza per il domani.
Io personalmente, avendo diverse ossa rotte, da meteopatico so già quando sarà cattivo tempo!
(Fonte: World Meteorological Organization.int)

