La Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO nel 1999, celebra la poesia come una forma universale di espressione identità culturale. Questa ricorrenza, che si celebra il 21 marzo, mira riconoscere il ruolo centrale della poesia nella vita culturale contemporanea promuovere il dialogo interculturale la pace. La data è simbolicamente legata all’equinozio di primavera, che rappresenta la rinascita della parola scritta della creatività umana. La poesia, attraverso la sua capacità di esprimere valori profondi delle civiltà diverse, serve come custode dell’identità linguistica strumento di dialogo interculturale.

La poesia non è solo una sequenza di rime o di versi liberi; è un mezzo di espressione culturale che, secondo l’organizzazione internazionale, riesce a dare voce ai valori più profondi delle diverse civiltà. In un mondo che corre velocemente, questa data serve a ricordare che la bellezza di un componimento può abbattere barriere geografiche e temporali, creando un ponte emotivo tra persone che parlano lingue differenti.

Non è un caso che la festa cada proprio il 21 marzo. La sovrapposizione con l’inizio della stagione primaverile nell’emisfero boreale è una scelta poetica essa stessa. Come la natura si risveglia dal letargo invernale, così la poesia è vista come una forza rigeneratrice, capace di scuotere le coscienze e rinnovare il modo in cui guardiamo la realtà.

Charles Bukovski diceva che “La poesia dice tutto in poche parole”.

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.