Il business della guerra: l’Onu calcola la spesa

 La spesa militare nel mondo cresce di decine di migliaia di dollari al secondo.

Nel 2024 è stato raggiunto il record di sempre con 2.718 miliardi di dollari, cifra in crescita per il decimo anno consecutivo. Il 2026, con la guerra in Medio Oriente, toccherà probabilmente il record assoluto.

Nella sede dell’Onu da anni è stata allestita una sezione dedicata agli armamenti e al nucleare. Attraverso un sofisticato software collegato ai governi del mondo, l’Onu registra in tempo reale la spesa bellica quotidiana.

Alle 13 quella giornaliera, calcolata dalla mezzanotte precedente, era arrivata a oltre 3 miliardi e 900 milioni. Tre ore e mezza dopo era aumentata di un miliardo. E la cifra è cresciuta ogni secondo. A mezzanotte i numeri vengono azzerati, e si riparte. Per un’altra giornata di spese militari.

Le spese militari giovano innanzi tutto all’industria bellica, i fabbricanti di morte e distruzione. In Italia, a Modena, c’era l’hub delle mine anti-uomo: abbiamo ucciso e menomato mezza Africa. Ogni mina costava solo 50mila lire, mentre le operazioni di sminamento arrivavamo a oltre 500mila per ogni singolo dispositivo.

Le guerre non solo coinvolgono le industrie del settore, ma “ingrassano” anche un indotto fatto di milizie, rifornimenti di carburanti, cibo, attrezzature mediche, e poi la ricostruzione, la bonifica dei territori…un bel business.

La guerra è la vergogna dell’umanità.

Verrebbe da dire: “Sine pecuniae non est bellum” (senza soldi non c’è guerra, N.d.R.)

 

 

(Fonte: AGI)

 

 

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.