Domenico si è spento stamattina, purtroppo era condannato, ben due volte: la prima con la patologia che lo aveva portato alla necessità del trapianto cardiaco, la seconda quando gli hanno trapiantato un cuore danneggiato.
Domenico è stato vittima della malasanità, quella più crudele, fatta di errori fatali, di mancanze e di noncuranze.
Va ribadito che la morte del piccolo è conseguenza del trapianto di un cuore danneggiato per l’errato trasporto, in quanto invece di usare normale ghiaccio è stato utilizzato “ghiaccio secco” (Azoto solido) che ha letteralmente bruciato i tessuti del muscolo.
Le autorità dovranno indagare sul perché sia stata effettuata l’operazione chirurgica senza che si fossero accorti delle condizioni dell’organo, sia a Napoli che a Bolzano da dove il cuore ha fatto la lunga strada.
Resta lo strazio della madre Patrizia, che ha assistito alla lunga agonia del suo piccolo figlio di 2 anni in coma farmacologico, 53 giorni di dolore che strazia l’anima, e perdonatemi l’uso, il cuore.
La mamma vuole la Verità, ed è più che comprensibile, visto che nel 2026 accadono “incidenti” di questo tipo.
E al dolore della madre, ma anche di tutta l’Italia, purtroppo si accompagna la rabbia per gli sciacalli che stanno già sfruttando l’epilogo di questa triste vicenda per truffare e chiedere denaro in nome del piccolo Domenico.
Vergogna. La polizia Postale sta indagando sul caso.
Addio, Domenico. La speranza è che dopo di te non accada mai più un’odissea che coinvolga piccoli pazienti la cui aspettativa di vita risiede nelle mani di una Sanità più che spesso distratta, lenta e pressapochista.

