Oksana Murasova, 39enne lituana nel 2015 aveva accoltellato e ucciso il compagno. Ieri, 15 febbraio, l’ex ballerina è stata arrestata per aver colpito con un fendente al fianco l’attuale fidanzato di 52 anni nel loro appartamento di via Soffredini, a Milano, dopo che questi durante una lite l’aveva presa a calci e pugni. La donna ha spiegato alla Polizia di averlo ferito con un coltello da cucina dopo aver tentato di fuggire ed essere stata raggiunta e bloccata dall’uomo, che ha già un precedente per omicidio. Nel 2008 ha investito più volte un cittadino marocchino a Sesto San Giovanni, uccidendolo dopo una lite scoppiata fuori da un bar.
Secondo l’autorità giudiziaria, Murasova ha agito per legittima difesa, per cui è stata rilasciata. Il compagno, ricoverato in codice giallo all’ospedale Niguarda, è uscito firmando le dimissioni volontarie. La 39enne è stata denunciata in stato di libertà per lesioni aggravate, e i poliziotti e il pubblico ministero di turno stanno vagliando eventuali provvedimenti da prendere nei suoi confronti e in quelli del 52enne. La coppia era già nota alle forze dell’ordine, che lo scorso 27 novembre avevano attivato un codice rosso dopo un intervento nella loro abitazione. In quell’occasione tuttavia Murasova non aveva voluto denunciare il compagno che l’aveva aggredita.
Il nome di Oksana Murasova non è nuovo alle cronache. Nell’aprile del 2015, sempre a Milano, durante una lite in casa con l’allora convivente Ruslan Bilous, 31 anni, la donna lo colpì al petto con un coltello, uccidendolo. Per quell’omicidio era stata condannata in via definitiva e aveva scontato una pena di 8 anni di reclusione. Nel 2019, quando la sentenza era diventata definitiva, era stata arrestata dai carabinieri a Copiano, in provincia di Pavia. Ora un nuovo episodio di violenza riporta il suo nome al centro delle cronache milanesi, mentre gli inquirenti cercano di capire cosa sia accaduto nell’appartamento di via Soffredini e quali responsabilità emergano dall’ennesima lite finita nel sangue.
Se non fosse per la tragicità dell’episodio, verrebbe ironicamente da dire “chi si somiglia si piglia”.
(Font: LaStampa, Affariitaliani.it)

