Valentino di Terni, vescovo e martire, dà il nome al giorno dedicato all’amore. La tradizione di inviare una cartolina, invece, arriva dal Medioevo.

La festa degli innamorati: da una presunta origine pagana (proprio in questo periodo si festeggiavano i Lupercalia) a una lunga tradizione cristiana, fino ad arrivare all’attuale celebrazione dell’amore.
​Ma chi era il santo a cui è dedicato questo giorno? Nato a Terni nel 176 d.C., Valentino era un vescovo romano che era stato martirizzato. Fu scelto come patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. Secondo un’altra versione, invece, Valentino aveva aiutato una coppia a riappacificarsi dopo un litigio regalando loro una rosa e pregando il Signore affinché mantenesse vivo il loro amore per l’eternità. Quest’azione avrebbe spinto numerose coppie ad affrontare un pellegrinaggio per essere benedette da lui.
​L’origine dei bigliettini che si scambiano gli innamorati, invece, arriva dal Medioevo. Il merito sarebbe di Carlo duca di Orleans e di una poesia scritta nel 1415, mentre si trovava prigionierocnella torre di Londra dopo la sconfitta dei francesi nella battaglia di Azincurt. La destinataria era la moglie: «Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina», le scrive.
Ah, l’Amore! Festeggiate, carissime e carissimi, con cioccolata, fiori e cocktail, con u viaggetto romantico, una cenetta afrodisiaca, un pernottamento galeotto!

Non ricordo chi lo disse, ma eccovi questa massima, casomai chi legge non ha, come, qualcuno da amare:
“E’ meglio aver amato e aver perduto l’Amore che non aver amato affatto!”.
Forse è Shakespeare.
Se oggi avete qualcuno accanto, festeggiate, ma vi consiglio di fare ogni giorno di coppia San Valentino. Basta anche una piccola premura, un piccolo gesto che faccia capire alla persona amata quanto conti per voi, quanto renda più bello questo mondo con la sua presenza.

 

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.