Secondo la Global Online Safety Survey della società informatica Microsoft il 57% degli italiani ha affrontato minacce su internet.
L’indagine della Global Online Safety Survey condotta su un campione di circa 15.000 utenti in 15 Paesi, rivela come l’ambiente online stia cambiando velocemente sotto la pressione dell’intelligenza artificiale generativa, portando le persone verso una maggiore cautela ma anche verso una crescente sfiducia nella propria capacità di distinguere il reale dall’artificiale.
L’incitamento all’odio risulta essere la minaccia più diffusa (35%), seguita dalle truffe (29%) e dall’esposizione a immagini violente (27%).
Nonostante ciò, gli adolescenti si dimostrano più attivi del previsto nel gestire la propria sicurezza. Il 74% dei giovani intervistati dichiara di dialogare regolarmente con i genitori sui rischi incontrati e di segnalare tempestivamente eventuali incidenti o tentativi di adescamento.
In Italia, la percezione del pericolo è ancora più marcata. Sebbene l’hate speech (parlare odiosamente, N.d.R.) resti il rischio più frequente (26%), le preoccupazioni degli utenti si focalizzano sulle truffe online (38%) e sul cyberbullismo (33%). Particolare importanza assumono i timori legati alla sfera sessuale e alla diffusione non consensuale di immagini e filmati intimi, entrambi indicati dal 22% degli italiani come minacce prioritarie.
L’Intelligenza Artificiale e i suoi inganni
L’intelligenza artificiale generativa è ormai parte integrante dell’esperienza quotidiana per il 38% degli utenti mondiali, ma il suo rapido sviluppo ha minacciato la sicurezza dei navigatori. La fiducia nella capacità di identificare i deepfake (immagini o video FALSI generati artificialmente) è crollata drasticamente, passando dal 46% al 25% in un solo anno.
In Italia, la preoccupazione per l’uso improprio dell’IA tocca il 93% degli intervistati. I timori riguardano principalmente la creazione di abusi online e la generazione di truffe automatizzate altamente realistiche. Secondo l’indagine, oltre la metà degli utenti ha già sospettato il coinvolgimento di strumenti di IA in operazioni fraudolente ai propri danni.
Al sottoscritto è capitato di visualizzare gli “shorts” (brevi video) a caso su YouTube, ed ecco che spunta Piersilvio Berlusconi. Penso “vabbè, anche lui su Youtube, niente di nuovo”, ma il top manager inizia a parlare di investimenti, e si capisce che non riguarda la sua azienda, ed è soltanto un deepfake.
Sembrava lui, proprio lui!
Non lasciatevi ingannare da internet.
(Fonte: ADNKronos)

