La Giornata nazionale contro il bullismo il cyberbullismo si celebra il febbraio 2026 per sensibilizzare sull’impatto di un fenomeno che colpisce milioni di giovani nel mondo, provocando gravi danni psicologici e, in casi estremi, tragedie come il suicidio. Questa giornata è stata istituita nel 2017 su iniziativa dell’Italia durante la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, grazie all’impegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università della Ricerca (MIUR, oggi MIM) dell’associazione Skuola.net. La data coincide con l’anniversario della morte di Carolina Picchio, 14enne di Novara vittima di cyberbullismo, primo caso italiano riconosciuto come tale dalla Procura.

Il MIM, dopo aver ricordato che il giorno 7 febbraio 2026 sarà celebrata la ricorrenza in oggetto, comunica che la “scuola costituzionale” da esso promossa vuole rafforzare il proprio ruolo formativo, proprio attraverso iniziative che pongano la dignità della persona al centro dei percorsi educativi, per favorire una cittadinanza attiva, fondata su una cultura del rispetto reciproco.

Alla luce della ricorrenza del 7 febbraio e del ruolo educativo della scuola, il Ministero propone, altresì, due momenti di particolare rilievo:

  • il Safer Internet Day, giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione europea, il 10 febbraio,
  • la campagna di comunicazione “Adesso lo sai”, finalizzata a favorire la consapevolezza degli effetti negativi della dipendenza da dispositivi digitali, dal 6 al 10 febbraio sui canali RAI e sui social del Ministero, consultabile al link dedicato.

Il Ministero invita le scuole a promuovere, in vista della Giornata, “iniziative finalizzate a diffondere e consolidare la cultura del rispetto, a partite dall’insegnamento dell’educazione civica, favorendo percorsi di sensibilizzazione contro la violenza psicologica e fisica, al fine di costruire ambienti scolastici sani in cui ciascuno studente sviluppi consapevolmente la propria personalità e i propri talenti“.

Una volta si scriveva sui muri, spesso nei bagni degli istituti scolastici per denigrare deridere e offendere un compagno o una compagna di classe, magari uno di un’altra sezione. Oggi il bullismo usa la rete, espandendo il male in maniera esponenziale, utilizzando contenuti mediatici senza scrupoli, con la ferma volontà di annullare l’identità delle vittime.
Dobbiamo contrastare questo fenomeno.

Il bullismo non ha colore politico, non ha etnia né genere. Il bullismo è una piaga che imperversa ovunque, a partire dalle scuole, e può essere individuale o di branco, e ha sempre una vittima presa di mira per differenze che in realtà non esistono, perché siamo tutti uguali sotto la luce delle stelle.

 

 

 

 

 

 

 

(Fonte: mim-ministero-dellistruzione-e-del-merito)

 

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.