Chiara Ferragni assolta, chiuso il caso del “Pandoro-gate”

Non è stata riconosciuta l’aggravante della “minorata difesa”. L’imprenditrice è stata prosciolta dall’accusa di truffa aggravata.

Dopo la sentenza, la commozione, gli abbracci e le parole del caso. Chiara Ferragni è stata assolta, al termine del processo abbreviato con al centro i noti casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua. Stamattina si era dichiarata “tranquilla e fiduciosa” e ora può sentirsi sollevata. Lo ha deciso il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini. L’influencer era imputata per truffa aggravata in relazione a presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social: secondo l’accusa, avrebbe promosso la vendita dei due dolci lasciando intendere che parte del ricavato sarebbe andato a finanziare progetti di beneficenza.

Le motivazioni della sentenza

A motivare il proscioglimento è stata una questione di tipo tecnico, ma importante: quella relativa all’aggravante della «minorata difesa» degli utenti on line, contestata dai pm nell’imputazione. Era questa aggravante, infatti, a rendere la presunta truffa procedibile d’ufficio – ossia senza una denuncia.

Il giudice non ha riconosciuto l’aggravante: e in questo modo – poiché il Codacons e l’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi circa un anno fa avevano ritirato la querela in seguito a un accordo risarcitorio con la influencer – ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa «semplice». Un proscioglimento che ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni, ovvero l’allora suo braccio destro, Fabio Damato, e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.

Le parole della Ferragni

Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower. È finito un incubo, sono molto contenta di poter riprendermi la mia vita. Sono stati due anni molto duri. Avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta”. Ha detto Chiara Ferragni, visibilmente emozionata, dopo la sentenza di assoluzione, sommersa da telecamere, cronisti e fotografi, appena fuori dall’aula.

Tuttavia il caso getta un’ombra sulle beneficenze, generando negli italiano una (dovuta) mancanza di fiducia verso operazioni di questo tipo.

 

 

(Fonti: IlGiorno, IlMattino)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.