Detenuto albanese evade per la quarta volta!

Toma Taulant, fine pena 2048 (un santo!), esperto in evasioni “spettacolari”, è fuggito così dal carcere di Opera. E’ la quarta volta che se la svigna!

Un bel curriculum!

Nel febbraio del 2013 era evaso dal carcere di Parma e anche in quell’occasione si trovava nell’ala di massima sicurezza. In quell’occasione scappò insieme al connazionale Frokaj Vamentin, poi rimasto ucciso da un gioielliere durante una rapina in villa.

Taulant fu arrestato in Belgio nel settembre dello stesso anno. Fu accompagnato nel carcere di Latin, vicino a Liegi, dove evase, di nuovo, nel dicembre dello stesso anno. Nel 2009, poi, il terzo episodio: Taulant riuscì a scappare dal carcere di Terni.

La notizia è arrivata ne pomeriggio di ieri, 7 dicembre, direttamente dalle parole Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria (sopra, in foto).

“Attualmente sono in corso le ricerche dell’evaso da parte della Polizia penitenziaria e delle altre forze dell’ordine e confidiamo che anche questa volta il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria e le sue articolazioni territoriali possano metterci una pezza. Ma è evidente che non si può andare avanti turando falle, di ogni genere, e senza un reale e concreto progetto programmatico degno di un paese civile”, ha aggiunto il segretario della Uilpa pp.

  “Nel carcere di Opera 1.338 detenuti sono stipati in 918 posti disponibili (sovraffollamento del 153%) e vengono gestiti, per com’è possibile, da soli 533 agenti, quando ne necessiterebbero almeno 811 (-34%). Una situazione oggettivamente insostenibile che, oltre a ledere i fondamentali diritti umani dei reclusi, mette a durissima prova gli operatori del Corpo di polizia penitenziaria, sottoposti a carichi di lavoro inenarrabili e a turnazioni di servizio che si protraggono ben al di là della durata regolare, con la compressione di diritti anche di rango costituzionale… Del resto, a livello nazionale i detenuti sono 63.690, mentre i posti disponibili, in costante diminuzione al di là della narrazione governativa, sono solo 46.199 e alla Polizia penitenziaria nelle carceri mancano 20mila agenti. Servono subito tangibili provvedimenti per deflazionare la densità detentiva, potenziare gli organici della Polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, ammodernare le strutture, che in attesa dei fantomatici moduli prefabbricati continuano a sgretolarsi, implementare le tecnologie e gli equipaggiamenti, garantire l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive”… “Non è ancora chiaro come abbia fatto poi a scavalcare la cinta muraria e se abbia goduto di complicità esterne” ha infine concluso.

Sta di fatto che adesso un “escapologo” (specialista in fughe) è a piede libero.

In Italia sembra basti segare le sbarre, calarsi con lenzuola, magari fuori c’è un “taxi” che aspetta, e il gioco è fatto.

 

 

 

(Fonti: Today.it, Rainews24)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.