Allarme salmone mortale: il caso del giovane Luca Piscopo

Da alcuni anni è diventato il protagonista delle cene natalizie, ma anche di tendenza grazie a economici ristoranti orientali “all you can eat”( tutto quello che puoi mangiare, N.d.R.).

Il salmone, noto per il suo alto valore nutrizionale grazie agli Omega-3, è diventato una presenza comune sulle tavole di tutto il mondo. Tuttavia, l’aumento esponenziale della produzione di salmone allevato per soddisfare la crescente domanda ha iniziato a sollevare seri problemi ambientali. Negli ultimi 40 anni, la produzione globale di salmone allevato ha superato  di gran lunga la pesca del salmone selvaggio per milioni di tonnellate.

L’Islanda ha partecipato a questa corsa all’oro rosa dagli anni 2000, e oggi conta 16 allevamenti, diventando il quarto produttore di salmone in Europa  con una diminuzione significativa della popolazione di salmoni selvaggi. Secondo le organizzazioni ambientali, gli allevamenti di salmone a reti aperte in mare contribuiscono in modo significativo al declino di questa specie. Gli allevamenti di salmone a reti aperte sono facilmente riconoscibili dalle grandi gabbie circolari situate in mare.

In Islanda, sono stati confermati almeno 16 casi di fuga di salmoni dagli allevamenti. Queste fughe possono avere un impatto devastante sugli ecosistemi marini, specialmente quando gli esemplari fuggiti vanno a infettare le popolazioni selvatiche con pidocchi di mare. Per tenere sotto controllo questi parassiti, le aziende utilizzano pesticidi, che contaminano le acque circostanti e possono danneggiare anche altre forme di vita marina.

Le proteste contro gli allevamenti di salmone sono aumentate in Islanda, con manifestazioni e richieste di nuove leggi sull’acquacoltura. Alcuni cittadini e celebrità, come la cantante islandese Bjork, si sono uniti a queste cause per proteggere la natura e la pesca tradizionale islandese.

Mentre l’industria del salmone allevato cerca di giustificare la sua presenza, molte persone chiedono un ripensamento delle politiche ambientali e una maggiore attenzione alla protezione degli ecosistemi marini.

A livello globale, l’allevamento intensivo di salmone ha causato danni per miliardi ogni anno. La mortalità dei pesci allevati è notevolmente aumentata nel corso degli anni, passando dal 3% nel 2002 a circa il 13,5% nel 2019, con un quinto di questi decessi attribuiti alle infestazioni da pidocchi di mare. Questi parassiti si nutrono di pelle e muco dei salmoni, infliggendo sofferenze ai pesci e spesso causando la loro morte. La Scozia è uno dei principali produttori di salmone d’allevamento al mondo

Un problema ulteriore è l’enorme consumo di pesce selvatico utilizzato negli allevamenti di salmone. Circa un quinto del pescato selvatico annuale mondiale, pari a circa 18 milioni di tonnellate di pesce all’anno, viene utilizzato per produrre mangimi per i salmoni allevati. Questa pratica ha un impatto drammatico sulle popolazioni di pesci selvatici, mettendo in pericolo specie chiave come le sardine nell’Africa occidentale, pescate principalmente per la produzione di mangimi. Sebbene esistano alternative sostenibili, come gli oli derivati dalle alghe per gli Omega-3 nei mangimi, il loro utilizzo rimane limitato. Al contrario, i Paesi con grandi industrie di salmone, come la Scozia, prevedono di aumentare la produzione,

Una soluzione possibile: salmone sostenibile

  • Controllo ambientale: le strutture di allevamento sostenibile sono progettate per minimizzare l’impatto ambientale. Ad esempio, sono utilizzati sistemi di acquacoltura a terra o a circuito chiuso, riducendo il rischio di fughe di salmoni nell’ambiente marino.
  • Alimentazione sostenibile: si cerca di ridurre la dipendenza dai pesci selvatici nella produzione di mangimi per i salmoni allevati. Gli Omega-3, nutrienti importanti per i salmoni, possono essere ottenuti da fonti alternative come le alghe marine invece di pesci selvatici.
  • Controllo dei parassiti: in un contesto sostenibile, vengono implementate soluzioni per il controllo dei parassiti, come l’uso limitato di pesticidi chimici e pratiche per evitare le infestazioni da pidocchi di mare.
  • Monitoraggio della salute dei pesci: le aziende adottano protocolli rigorosi per monitorare la salute dei salmoni allevati, prevenendo malattie e riducendo l’uso di antibiotici.
  • Certificazioni ambientali: molti allevamenti sostenibili cercano di ottenere certificazioni riconosciute a livello globale, come quelle emesse dal Marine Stewardship Council (MSC) o dal Global Aquaculture Alliance (GAA), per dimostrare il rispetto di standard ambientali elevati.
Il salmone può essere pericoloso per diversi motivi:

Luca Piscopo, morto dopo aver mangiato sushi 

È arrivata la sentenza sulla morte di Luca Piscopo (sopra, in foto), il giovane di 15 anni morto nove giorni dopo aver mangiato sushi in un ristorante di Napoli. Il ristoratore è stato condannato a 2 anni e 6 mesi, mentre il medico è stato assolto.

Al termine della requisitoria, il pubblico ministero aveva chiesto tre anni per il ristoratore, mentre un anno e otto mesi per il medico in quanto, secondo gli inquirenti, Luca Piscopo si sarebbe potuto salvare se curato in tempo e adeguatamente. La sentenza è arrivata dopo molte ore di camera di consiglio. Il giudice, inoltre, ha condannato il ristoratore a pagare una provvisionale di 45mila euro per ciascuna della parti civili costituitesi durante il processo.
Il calvario di Luca Piscopo è cominciato quando il ragazzo, in compagnia di alcuni amici, ha cenato in un ristorante di sushi al Vomero (quartiere di Napoli) con la cosiddetta formula “All you can eat”. Qualche ora dopo la cena, Luca si è sentito male e, nove giorni dopo il ricovero in ospedale, è  deceduto. Secondo gli inquirenti, il 15enne sarebbe morto a causa di una miocardite causata dalla salmonellosi contratta mangiando pesce crudo nel ristorante partenopeo.
Morire per sushi è semplicemente ingiusto, assurdo.
Ora sapete cosa c’è dietro l’allevamento e la produzione di salmone, e i rischi che si corrono.
Se avete intenzione di consumare salmone, prestate le dovute attenzioni, soprattutto all’origine e ai metodi di conservazione.

 

 

 

 

(Fonti: Quifinanza.it, Fanpage.it)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.