Sono state depositate le motivazioni della sentenza d’appello per l’omicidio della giovane pakistana. La madre, si spiega, non commise materialmente il delitto, perché nelle immagini delle telecamere non riportava segni di colluttazione.

Nelle immagini Nazia, la madre di Saman, torna a casa la notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021. Cammina in fretta, ma i suoi abiti sono in ordine. Un particolare che ha convinto i giudici della corte d’appello di bologna che non sia stata lei a strangolare la figlia. Sono state depositate le motivazioni della condanna all’ergastolo per i genitori e i due cugini Ikram e Noman e a 22 anni dello zio Danish.
Il tempo trascorso fuori dalla vista della telecamera «in uno con l’aspetto composto ed ordinato dell’abbigliamento, incompatibile con una colluttazione per ridurre all’impotenza una giovane donna che lotta per sopravvivere – è scritto – inducono ad escludere una sua partecipazione materiale all’uccisione.»
Il tribunale di Bologna ha fatto propri i motivi dell’appello firmato dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, ritenendo non condivisibile ed illogica la sentenza di primo grado. Anche riconoscendo la premeditazione. La determinazione omicida fu assunta dal clan con fredda lucidità e programmata anche coinvolgendo i parenti stretti residenti all’estero, ragionano i giudici: ritenendosi insopportabile che Saman avesse deciso di vivere liberamente e in contrasto con i valori etici e religiosi della famiglia.
Un libro su questa triste vicenda
Il sottosegretario di Stato all’istruzione, Paola Frassinetti, su impulso della presidente della Commissione pari opportunità di Regione Abruzzo, Rosa Pestilli, ha condiviso obiettivi e visione del progetto “On The Road”: l’iniziativa della Cpo regionale volta alla lotta contro la violenze di genere e all’inserimento lavorativo delle donne maltrattate.
Il sottosegretario avvierà una azione sinergica e di collaborazione allo scopo di coinvolgere la struttura ministeriale nella divulgazione delle tematiche del progetto, facendo arrivare l’eco di “On The Road” nelle scuole del territorio nazionale.
L’alleanza d’intenti è stata suggellata in un incontro che si è svolto a Milano lo scorso 6 settembre, alla presenza del giornalista di “Quarto Grado”, Giammarco Menga, di origini sulmonesi, autore del libro “Il delitto di Saman Abbas. Il coraggio di essere libere” (sotto, in foto).

Il volume, che racconta le vicende di cronaca che hanno portato alla morte della diciottenne pakistana, in provincia di Reggio Emilia, sarà oggetto di un ciclo di incontri nelle scuole abruzzesi. I dettagli del progetto saranno svelati il prossimo 15 settembre, nella sede del Consiglio regionale.
“La condivisione di intenti espressa con entusiasmo dalla sottosegretaria Frassinetti, – dichiara la Pestilli – potrebbe contribuire a far conoscere la storia di Saman anche al di fuori dei confini regionali, grazie al coinvolgimento diretto del Ministero dell’Istruzione. Siamo convinti, come Commissione pari opportunità, che il riconoscimento della bontà della nostra proposta, sfocerà presto in iniziative a beneficio dei giovani studenti e studentesse d’Italia”.
Donna Vita Libertà.
(Fonti: Ansa, AdnKronos, abruzzoweb.it)

