Un nome, un marchio di qualità.
Il nome di Pellegrino Mastella è quello maggiormente sotto i riflettori della scena politica in questa primissima fase della campagna elettorale per le prossime Regionali in Campania, più di De Luca. Pellegrino si candiderà nella circoscrizione sannita al Consiglio regionale.
“Nel nome di mio papà Clemente vado a sinistra, ma Meloni è brava” è il titolo scelto dal quotidiano piemontese, che sottolinea quanto già detto anche dal papà Clemente: “Il nostro nome è un brand”.
Sul candidato pentastellato Roberto Fico alla presidenza regionale, un tempo avversario politico di Clemente, la dichiarazione di Pellegrino è la seguente: “Ci sarà un programma e su quello si farà l’alleanza. Anche Pd e Avs non la pensano allo stesso modo su tutto, idem Salvini e Tajani. Sono una persona aperta al dialogo e al confronto. Un democristiano”.
Il giovane Mastella ha tenuto a precisare: “Io i voti li devo andare a cercare. Papà non mi ha regalato niente, e del resto non hanno regalato mai niente nemmeno a lui. Ci si candida, poi è la gente a scegliere. Si chiama consenso. Se mio padre è in politica da mezzo secolo è perché qualcuno l’ha votato, gli ha dato una fiducia poi ripagata. Per me vale lo stesso. Non ho il posto garantito come altri figli di papà”.
E ancora, in una intervista ad un quotidiano: “Giorgia Meloni è sicuramente un’ottima leader, si vede che viene da una vera scuola politica e che ha fatto la gavetta”.

“Ammirabile l’onestà intellettuale di Pellegrino, avendo riconosciuto, anche se da uno schieramento opposto, le qualità degli avversari. Dal padre ha di sicuro ereditato il fair play e la nobiltà politica che contraddistingue una famiglia che ha fatto tanto bene all’Italia. Gli auguro di farcela, e sono sicuro che porterà avanti la coerenza e la dialettica, nonché la praxis politica del padre Clemente. Il mio è un augurio sincero con un in bocca al lupo foriero di vittoria!” ha dichiarato il Dottor Alessandro Fucci di Aslim Italy al riguardo.
Il sottoscritto, solitamente scettico, questa volta invece, con Pellegrino, sente che il buon nome è garanzia di dedizione e spirito di abnegazione, lontano da quell’arrivismo che ha caratterizzato l’ultima classe politica buttata allo sbando dalla pre-pandemia ad oggi. Anche io, come il Dottor Fucci, auguro a Pellegrino di riuscire in questa impresa che ha il sapore di una saga con tanto di missione super partes.
Excelsior!

