E’ stato ritrovato e recuperato il cadavere di Sergio Corsano, il turista tedesco di 55 anni, di origini italiane, disperso da lunedì, quando si era tuffato nel Lago di Como, riuscendo a salvare i suoi due figli in difficoltà di 10 e 16 anni, che non riuscivano a risalire sull’imbarcazione presa a noleggio per trascorrere in famiglia una giornata di vacanza.. L’uomo era scomparso tra le acque del lago tra gli abitati di Dorio (Lecco) e Domaso (Como). Dopo cinque giorni di ricerche il corpo è stato individuato e recuperato. Per le ricerche erano stati mobilitati i Vigili del fuoco, entrati in azione anche con un Rov (un tipo di “drone sottomarino” guidato dalla superficie tramite un cavo per effettuare ricerche e recuperi in acqua), e la Guardia costiera oltre a numerosi volontari.
Figlio di un emigrante partito da Ruffano, in provincia di Lecce, verso la Germania, Sergio Corsano risiedeva insieme alla moglie Nathalie e ai due figli a Bühl, cittadina nel sud-ovest della Germania, quasi al confine con la Francia. Gestiva il bistrot Top Dog e la trattoria Pomodorino, attività ereditate dal padre che aveva deciso di portare avanti con passione e determinazione. Una vita tranquilla, la sua, divisa tra la famiglia e l’impegno nel lavoro, ma caratterizzata anche dalla generosità: recentemente aveva aiutato alcuni suoi dipendenti stranieri con le pratiche burocratiche per la cittadinanza e per trovare casa, come hanno raccontato alcuni conoscenti ai media tedeschi.
A Ruffano, paese di origine della sua famiglia, da bambino e da ragazzo Corsano tornava tutti gli anni per le vacanze estive. L’ultima sua visita al paese e ai parenti risale a due-tre anni fa, come ha raccontato una cugina. Alle parole di cordoglio e di vicinanza alla moglie e ai figli che arrivano dal Salento si sommano quelle dei tanti clienti e colleghi che, in queste ore, stanno affidando ai social i loro ricordi. «Dodici anni di lavoro insieme nel tuo ristorante – scrive un ex dipendente – un’immensa tragedia. Buon viaggio chef e amico mio».
La balneazione nei laghi è notoriamente più difficile e insidiosa di quella in mare, essendo acqua dolce non garantisce lo stesso galleggiamento di quella salata, e il lago di Como, con la sua ampia superficie, è facilmente soggetto a correnti forti e imprevedibili.
(Fonte: ANSA)

