Vladimir Putin avrebbe chiesto il ritiro dall’Ucraina dalla regione orientale del Donetsk in cambio del congelamento della linea del fronte nelle regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhia durante il vertice in Alaska. Lo rivela il Financial Times, citando quatto fonti a conoscenza dei colloqui, secondo cui Donald Trump avrebbe trasmesso il messaggio al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ai leader europei nel corso della telefonata di questa mattina. Mosca otterrebbe così il pieno controllo di un territorio che occupa parzialmente da oltre un decennio e dove le sue truppe stanno avanzando più rapidamente dal novembre scorso.

Nell’incontro con il presidente russo Vladimir Putin in Alaska, si è “convenuto che il modo migliore per porre fine alla terribile guerra tra Russia e Ucraina è quello di arrivare direttamente a un accordo di pace, che metterebbe fine al conflitto, e non a un semplice accordo di cessate il fuoco, che spesso non regge”. Lo ha affermato Donald Trump in un post sul suo Truth Social, all’indomani della “giornata fantastica e di grande successo in Alaska”.
Se pensate che la pace sia lo scopo di questo vertice, vi sbagliate. Russia e Stati Uniti mirano a “papparsi” terre per i minerali rari. L’Ucraina possiede ricchi giacimenti, e il polo nord, a causa della crisi climatica, sciogliendosi, apre una nuova via commerciale “ghiotta” per le due superpotenze. La pace è un elemento secondario, e Zelensky conta meno di zero. In mezzo c’è l’Europa, che dovrà sottostare alla nuova geopolitica ipocrita e pantagruelica.
I confini in Natura non esistono, sono gli uomini a crearli.
(Fonte: ADNKronos, per la mappa geopolitica: Geopop)

