Il bilancio è ancora provvisorio, ma comunque tragico : 27 morti, tra cui una bambina di un anno e tre adolescenti, con diversi dispersi.
Due barconi carichi di migranti si sono capovolte in mare aperto, a 14 miglia da Lampedusa, in area SaR (search and rescue, ricerca e soccorso, n.d.r.) italiana: l’ultimo dramma che porta nuovamente alla ribalta della cronaca i viaggi della disperazione. I superstiti ufficiali sono 60: soccorsi e fatti sbarcare sul molo dell’isola, sono stati tradotti all’hot spot di contrada Imbriacola. Le loro condizioni di salute sono discrete, anche se 4 sono ricoverati in osservazione al Poliambulatorio per fratture non gravi. Sulle due imbarcazioni, secondo i racconti di chi è sopravvissuto, ci sarebbero stati tra i 90 e i 100 migranti.
Mancherebbero dunque all’appello tra le 20 e le 40 persone. La Procura di Agrigento ha aperto una inchiesta per naufragio colposo. Da chiarire la dinamica del naufragio. Verso mezzogiorno uno dei due natanti semiaffondato è stato avvistato da un elicottero della Guardia di Finanza facendo subito scattare l’allarme. Da Lampedusa sono partite le motovedette della Guardia Costiera, della Finanza e di Frontex. Le due imbarcazioni, secondo quanto riportato da alcuni superstiti, sarebbero salpate ieri sera da Tripoli, in Libia. A bordo pakistani, somali e sudanesi. Una delle due, nel tragitto verso la Sicilia, avrebbe iniziato ad imbarcare acqua per poi capovolgersi. Alcuni profughi sarebbero riusciti a salire sull’altra, ma molti sono finiti in acqua. Poco dopo anche la seconda barca, strapiena, si sarebbe ribaltata.

“E’ una tragedia che mi addolora profondamente e, come amministrazione comunale, ci siamo messi a disposizione delle autorità per tutto ciò che serve. Il naufragio non è avvenuto al largo di Lampedusa, ma in acque internazionali, a circa 40 chilometri a sud”, dice all’Adnkronos Filippo Mannino (sopra, in foto), sindaco di Lampedusa. “E’ strano che sia avvenuto in piena estate quando le condizioni meteo sono favorevoli alle traversate”, sottolinea il primo cittadino, che invita, però, a evitare “strumentalizzazioni politiche”…”A Lampedusa il fenomeno dell’immigrazione va avanti da circa 30 anni – dice – E purtroppo, insieme ai vivi, accogliamo da sempre anche i morti. Ci sono stati con ogni governo. Dinanzi a una simile tragedia invito tutti a evitare strumentalizzazioni. Perché le vittime delle traversate ci sono state con governi di qualsiasi orientamento politico”.
Il Mediterraneo continua ad essere, indipendentemente dalle condizioni stagionali delle acque, un ostacolo che miete vittime tra chi, in questi disperati viaggi della speranza, cerca di raggiungere l’Europa.
Le prime salme sono state recuperate subito. Nel corso della giornata i soccorritori hanno ripescato le altre: due erano rimaste all’interno di una delle due imbarcazioni naufragate. Le attività di ricerca e soccorso dei superstiti sono proseguite per tutto il giorno, coordinate dal Centro secondario di soccorso marittimo (MRSC) della Guardia Costiera di Palermo. Nelle operazioni sono stati impegnati cinque mezzi navali: le motovedette CP 324 e CP 327 della Guardia Costiera, due motovedette della Guardia di Finanza e un’unità navale di Frontex. Sul posto operano anche un elicottero ed un aereo della Guardia Costiera, oltre ad un velivolo di Frontex.

“Questo drammatico episodio conferma, ancora una volta, l’urgenza di prevenire, sin dai territori di partenza, i pericolosi viaggi in mare”, dice il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi (sopra, in foto). Di “sgomento e compassione” parla la premier Giorgia Meloni. “Ci i troviamo a misurare l’inumano cinismo con cui i trafficanti di esseri umani organizzano questi loschi viaggi. Insieme al profondo cordoglio per le vittime, alla pietà per quanti hanno perso la vita, rinnoviamo pertanto l’impegno a contrastare questi trafficanti senza scrupoli nell’unico modo possibile: prevenire le partenze irregolari, gestire i flussi migratori”, dice.
(Fonti: ANSA, ADNKronos)

