Un uomo è stato ucciso e fatto a pezzi in casa dalla madre e dalla compagna. E’ quanto accaduto a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. L’uomo, di 35 anni, Alessandro Venier, è stato trovato morto, fatto a pezzi, nella cantina della propria abitazione. Le due donne – apprende l’ANSA da fonti qualificate autorizzate dal magistrato titolare dell’inchiesta – avrebbero già ammesso la responsabilità dell’omicidio.
LA CONFESSIONE DELLA MADRE ASSASSINA

“Sono stata io e so che ciò che ho fatto è mostruoso”. È quanto dichiarato da Lorena Venier (sopra, in foto), 61 anni, davanti al sostituto procuratore di Udine, Giorgio Milillo. L’avvocato Giovanni De Nardo: la donna avrebbe reso “piena confessione” nel corso dell’interrogatorio di questa mattina. “La mia assistita ha risposto a tutte le domande del sostituto procuratore che l’ha interrogata. – ha evidenziato De Nardo – Come si può immaginare, era visibilmente scossa per la crudeltà della sua azione e per la contrarietà a qualsiasi regola naturale del suo gesto”. Secondo l’accusa, la 61enne avrebbe agito assieme alla compagna della vittima, Marilyn Castro Monsalvo, 30 anni, di origini colombiane ma residente a Gemona, il piccolo comune friulano dove è stato perpetrato l’orrendo delitto.
Era previsto per quest’oggi anche l’interrogatorio dell’altra indagata, la nuora di Lorena Venier, ma l’udienza è stata rinviata. “Mi sto recando al carcere del Coroneo di Trieste per conoscere la mia assistita”, ha dichiarato all’Ansa l’avvocato di fiducia di Marilyn Castro Monsalvo, Federica Tosel. “Non ho alcun elemento relativo all’inchiesta. – ha precisato – Mi è stata descritta come molto provata dal collega Francesco De Carlo, che l’ha già incontrata”. La vicenda “è delicatissima – ha detto il legale -e serve massima cautela, anche in ragione delle sue condizioni di salute e della presenza di una bimba di appena 6 mesi, la cui posizione va assolutamente tutelata”.
Stando alle ricostruzioni, il delitto si sarebbe consumato la notte di venerdì 25 luglio. I resti di Alessandro Venier, il cui cadavere è stato fatto a pezzi, sono stati trovati giovedì 1 agosto, all’interno di un bidone della spazzatura nella cantina della villetta in cui la vittima abitava assieme alla madre e alla compagna. Sono state proprio le due donne ad allertare il 112, consegnandosi ai carabinieri subito dopo il macabro ritrovamento. La dinamica e il movente dell’omicidio sono ancora da accertare. Nella serata di ieri era trapelata l’indiscrezione secondo cui, durante l’ultima cena in famiglia, sarebbe nata una discussione dai toni molti accesi tra il 35enne e le indagate. Suocera e nuora avrebbero contestato all’uomo, che non aveva un’occupazione fissa, di non collaborare alle faccende domestiche. Quest’ultimo avrebbe reagito, aggredendo verbalmente entrambe. Poi la lite sarebbe degenerata, fino al drammatico e terribile epilogo. Tuttavia il difensore di Lorena Venier, smentisce la circostanza di “un episodio scatenante”. “La mia assistita – ha chiarito l’avvocato De Nardo – ha spiegato nei dettagli la successione degli eventi”. Riguardo al movente, nel rispetto del segreto istruttorio, il legale non si sbilancia, assicurando che “è stato completamente dettagliato”.
Seguiremo gli sviluppi di questa orribile vicenda.
(Fonti: ANSA, SkyTG24, Il Giornale)

