Residente a Borgo Valbelluna nelle Prealpi venete, Gaia era appena stata promossa al secondo anno dell’istituto di agraria. La 15enne era considerata un talento della ginnastica ritmica. All’età di 7 anni era rimasta orfana del padre, mancato per malattia.
Gaia, era su quel fiume per caso, accompagnata dalle amiche del cuore per una passeggiata e trascorrere un po’ di tempo sulle rive del fiume Piave. Poi, l’allegria e la spensieratezza diventano tragedia.
L’idea del selfie arrampicata su una roccia è venuta proprio a lei forse perché la più agile del gruppo di amiche, abituata a volteggiare sulle travi di ginnastica, ma poi accade l’imprevedibile: un masso cede e la travolge, e per Gaia, non c’è più nulla da fare.

L’episodio è accaduto a Busche, una località sul greto del fiume Piave. Le tre, che stavano trascorrendo la giornata al Cesana Beach di Lentinai, si sarebbero arrampicate su un pendio, che sarebbe poi franato: la vittima, caduta al suolo, sarebbe rimasta schiacciata da un grosso masso precipitato, ed è deceduta all’istante.
La squadra dei vigili del fuoco di Feltre, intervenuta sul luogo, ha liberato l’adolescente con l’ausilio dei cuscini pneumatici di sollevamento e i sanitari hanno praticato a lungo le manovre di rianimazione, ma hanno dovuto constatarne il decesso.
Un’amica è rimasta ferita, riportando diverse fratture e l’amputazione di due dita di una mano, ma le sue condizioni non sono gravi e non è in pericolo di vita. Illesa invece la terza ragazza. La mamma della 15enne, appena appresa la tragica notizia, è stata colta da malore per poi essere trasferita in ospedale a causa dello shock..
Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Belluno per gli accertamenti e ricostruire la dinamica dell’evento. Sono state raccolte le testimonianze dei presenti, che concordano sulla fatalità del tragico incidente.
Non è la prima volta che accadono incidenti simili, dovuti ai quei maledetti selfie per immortalare momenti felici o speciali, che si rivelano essere infine, ironia della sorte, mortali.
Le bravate sono senza tempo e hanno coinvolto numerose generazioni di giovani che per spavalderia, per sfida o semplice curiosità hanno trovato la morte in un momento che doveva essere unico e restare nella memoria come esperienza di vita vissuta al massimo.

Gaia purtroppo è l’ennesima vittima di quella fatalità legata all’insicurezza di un luogo e dalla mancanza di ponderazione del pericolo. Non sarà l’ultima vittima, visto che i social network inneggiano e spingono i giovani a osare per realizzare filmati video o scatti fotografici da postare con l’ingenuità tipica e sempre più diffusa della generazione dei millennial.
Non bastano più i classici cartelli che indicano pericolo per scoraggiare il prossimo selfie che sarà su un grattacielo, su un dirupo, magari al mare, o forse più semplicemente sul tetto di una qualsiasi scuola.
Qualcosa può sempre andare storto.
(Fonti: SKYtg24, Fanpage, Il Messaggero)

