Per il 2025 l’obiettivo della Giornata, indetta dalle Nazioni Unite, è quello di sottolineare “l’importanza di trovare un equilibrio tra le esigenze umane e la conservazione dell’ambiente, promuovendo uno sviluppo che non comprometta la salute del Pianeta”, come sintetizza il tema scelto quest’anno dal segretariato della Cbd (Convention on Biological Diversity – Convenzione delle Nazioni Unite per la Diversità Biologica): Armonia con la natura e sviluppo sostenibile.
GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE
Nel dicembre 2022, con l’adozione del Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montréal, noto anche come Piano per la Biodiversità, sono stati stabiliti 23 obiettivi per il 2030 e quattro obiettivi globali per il 2050 per “arrestare e invertire la perdita di natura”, che spaziano dal ripristino del 30% degli ecosistemi degradati, alla conservazione del 30% delle terre, delle acque dolci e degli oceani, fino alla riduzione degli incentivi dannosi per la biodiversità di almeno 500 miliardi di dollari all’anno, destinando questi fondi alla protezione e al ripristino della natura.

L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) fa il punto sui benefici – materiali e non materiali, monetari e non monetari – offerti alle persone dalla biodiversità. Il pesce fornisce il 20% delle proteine animali a circa 3 miliardi di persone. Oltre l’80% della dieta umana è fornita da vegetali. Ben l’80% delle persone che vivono nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo fa affidamento sulla medicina tradizionale a base vegetale per l’assistenza sanitaria di base. Le specie batteriche, fungine, vegetali e animali sono, direttamente e indirettamente, la fonte di molecole per i settori farmaceutico, cosmetico e nutraceutico. La biodiversità regola il clima e mitiga gli effetti degli eventi meteo-climatici estremi, attenua i rischi legati a patogeni e parassiti e fornisce una serie di servizi culturali, spirituali e ricreativi.

IL MESSAGGIO DI MATTARELLA DA CASTELPORZIANO
«La natura ci ha offerto la ricchezza della biodiversità: un equilibrio seriamente minacciato, negli ultimi decenni, da un impatto di attività umane poco lungimiranti, che hanno compromesso lo stesso ambiente in cui vive l’uomo, oltre a mettere a rischio la sopravvivenza di numerose
specie animali e vegetali, generando preoccupanti effetti a catena sull’intero sistema vivente», ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel messaggio inviato per la Giornata. Richiamando il tema della Giornata, il Capo dello Stato ha ribadito «l’urgenza di ripensare il rapporto umanità-natura, promuovendo modelli di crescita capaci di coniugare sviluppo economico e tutela della vita sul Pianeta». Il valore della biodiversità è al centro delle strategie internazionali per uno sviluppo sostenibile e «l’Italia ha compiuto passi significativi in termini di principio, affermando con chiarezza, attraverso la riforma dell’articolo 9 della Costituzione avvenuta nel 2022, che la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni». La preoccupazione dei giovani per il futuro del Pianeta ha concluso Mattarella «va guardata con considerazione: la loro coscienza ambientale, fondata su rispetto, responsabilità e impegno quotidiano, è una risorsa essenziale per una società più consapevole, che sappia custodire e valorizzare la ricchezza della biodiversità, nell’interesse dell’umanità».
UN TESORO SOTTO MINACCIA
L’Italia resta oggi “il Paese più green dell’Unione Europea”, spiegano invece Coldiretti e Campagna Amica, proponendo un’analisi, basata su dati della Cbd, da cui emerge che il Belpaese ospita oltre 58mila specie faunistiche e 6.700 specie vegetali. Di queste, il 30% degli animali e il 15% vivono esclusivamente entro i confini nazionali, rendendo il nostro territorio “unico” dal punto di vista ecologico.
Ma, rilevano Coldiretti e Campagna Amica, la biodiversità rappresenta anche un tesoro da “tutelare rispetto ai pericoli che vengono dagli effetti dei cambiamenti climatici, del consumo di suolo, ma anche dall’omologazione delle produzioni a livello internazionale”. Circa due terzi della frutta antica a livello varietale sono andati perduti nel secolo scorso: basti pensare che a fronte delle circa 400 varietà di mele catalogate nel nostro Paese, il 90% del mercato è costituito da solo quattro di queste.
L’Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) sostiene che la sopravvivenza delle specie autoctone, animali e vegetali, è minacciata da oltre 3.500 varietà aliene, la cui presenza è già stata documentata, e si stima aumenti ogni anno di altre 200, favorita dalla crisi climatica e dalla globalizzazione.
Viviamo purtroppo in un’epoca antropocentrista, dove gli interessi economici dell’uomo prevalgono su tutte le altre specie viventi. Per quanto possa sembrare paradossale, l’essere umano è la creatura parassitica per eccellenza, che sfrutta ogni centimetro a danno dell’ambiente per piegare la natura alla sua volontà, modificando persino il codice genetico delle creature per soddisfare i suoi bisogni in un mondo sempre più sovrappopolato.
Già in passato l’uomo si è reso colpevole dell’estinzione di molte specie viventi (animali e vegetali) sterminandole o modificando il territorio causandone la totale sparizione. Tra veleni chimici, modifiche genetiche, va perdendosi il patrimonio originario di flora e fauna.
Se il mondo muore, l’umanità muore, ma se sparisse l’umanità la Terra conoscerebbe una nuova rinascita in perfetta armonia, senza l’elemento destabilizzante dell’impatto dell’Homo (poco) Sapiens.
(Fonti: Agenzia Dire, Corriere della Sera)

