Giornata mondiale della Libertà di Stampa

Nel 2024 uccisi 124 operatori dell’informazione.

Istituita ufficialmente dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1993, il 3 maggio si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa. La data è stata fissata per ricordare Dichiarazione di Windhoek (Namibia) del 3 maggio 1991, un documento redatto e promulgato da giornalisti africani sull’importanza dei principi in difesa della libertà di stampa, del pluralismo e dell’indipendenza dei media.

In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, Amnesty International ricorda che in ogni parte del mondo persone che fanno giornalismo indipendente vengono imbavagliate, imprigionate, fatte sparire e uccise solo per aver svolto il loro lavoro.
Dalla Striscia di Gaza all’Afghanistan, dalla Russia agli Usa, dalla Georgia al Guatemala, i governi ricorrono a pratiche autoritarie, usano per proprio tornaconto leggi dai contenuti generici e applicano la forza bruta contro coloro che raccontano, denunciano, svelano la verità e dunque svolgono un ruolo importante nella difesa dei diritti umani.

DUE TERZI DELLE VITTIME TOTALI DEL 2024 UCCISI NELLA STRISCIA DI GAZA

Solo nel 2024, almeno 124 operatori e operatrici dell’informazione sono stati uccisi. Di questi, i due terzi in seguito agli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. In Pakistan, sempre nel 2024, sono stati assassinati almeno sette giornalisti, soprattutto nella provincia del Belucistan, che Amnesty International ha definito ‘la tomba del giornalismo’.

L’AMERICA DI DONALD TRUMP

Il presidente degli Usa, Donald Trump, ha intrapreso varie iniziative per limitare la libertà di stampa, scegliendo lui stesso gli organi d’informazione che potessero seguire le attività della Casa Bianca e demonizzando alcuni reporter. Prima di diventare presidente ha denunciato Cbs News e Des Moines Register perché avevano pubblicato qualcosa su cui non era d’accordo. Poi ha impedito all’Associated Press di seguire gli eventi alla Casa Bianca, dopo che l’agenzia di stampa aveva deciso di continuare a chiamare Golfo del Messico quello che il presidente aveva ridenominato Golfo dell’America.
Sempre il presidente Trump ha chiuso Radio Free Asia, Radio Free Europe/Radio Liberty, Radio Martì e si è detto d’accordo nel togliere i finanziamenti a emittenti pubbliche come Npr e Pbs. E quando non colpisce i media, lo fa con le università.

“Una stampa libera è il miglior scudo per la democrazia. I giornalisti devono essere liberi di riferire senza temere censure, intimidazioni o ritorsioni. Il Parlamento europeo difenderà e sosterrà sempre la libertà dei media e della stampa, non solo nella Giornata mondiale della libertà di stampa, ma ogni giorno” ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola (sopra, in foto) per l’occasione.

Al suo appello si sono accodate anche la vicepresidente dell’Europarlamento Sabine Verheyen e la presidente della Commissione Cultura e Istruzione Nela Riehl (sotto, in foto),  le quali hanno sottolineato il ruolo vitale del giornalismo indipendente.

“Un giornalismo libero, indipendente e diversificato è essenziale per qualsiasi società democratica. Tuttavia, esso continua a essere minacciato – anche all’interno di alcuni Stati membri dell’Ue – e senza di esso la democrazia non può funzionare. L’European media freedom act (Emfa), approvato nell’aprile 2024, è fondamentale per affrontare queste sfide” ha evidenziato Verheyen, che è anche presidente del gruppo di lavoro sull’attuazione dell’Emfa.

“L’Emfa rappresenta una pietra miliare storica per l’Ue: per la prima volta è in vigore una legge europea completa per sostenere la libertà di stampa e il pluralismo dei media. Abbiamo compiuto notevoli progressi legislativi per proteggere i giornalisti dalle interferenze politiche e dalle pressioni economiche. Ma ora queste protezioni devono essere applicate attivamente”, ha aggiunto.

Le prime disposizioni sono entrate ufficialmente in vigore. Entro l’8 agosto 2025 verranno attuate poi le parti più significative della legge, segnando un passo importante nel rafforzamento della libertà dei media in tutta l’Ue.

Riehl ha avvertito sui pericoli della disinformazione, soprattutto online.

“Il giornalismo di qualità è in competizione con gli algoritmi sulle piattaforme dei social media per ottenere la nostra attenzione. Per ridurre al minimo la diffusione di disinformazione dannosa, l’Ue sta iniziando a regolamentare le piattaforme digitali, ma dobbiamo anche migliorare l’alfabetizzazione mediatica, assicurarci che le persone abbiano accesso a informazioni accurate e fornire un’educazione al consumo dei media”, ha sottolineato.

“Quando la manipolazione dell’informazione diventa un’arma, rafforzare e proteggere le persone – in particolare i giornalisti indipendenti, i reporter, i professionisti dei media e i volontari – è anche una questione di sicurezza. Di conseguenza, in questa Giornata mondiale della libertà di stampa, sottolineiamo anche la necessità di rendere gli ambienti di lavoro sicuri per la stampa indipendente, con condizioni di lavoro vivibili, un’infrastruttura europea di supporto e la protezione dalle persecuzioni” ha concluso.

Essere giornalisti, come ho già ribadito in precedenti articoli, è un lavoro pericoloso, perché la Verità è scomoda, e dà fastidio ai potenti e ai criminali.

Ma la Verità vincerà.

(Fonti: Dire.it, Euronews)

 

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.