Nei giorni successivi alla strage, a Monreale resta il dolore.

La cittadina in provincia di Palermo, sede di un significativo tesoro monumentale, con la sua Cattedrale patrimonio Unesco, deve metabolizzare l’accaduto, ma è come se fosse un incubo.

Una sparatoria nella notte tra sabato e domenica ha portato via tre vite. Tre le vittime( sopra, in foto), tre ragazzi: Salvatore Turdo, 23 anni, Massimo Pirozzo, 26 anni, Andrea Miceli, 26 anni, quest’ultimo deceduto successivamente in ospedale.

C’è un fermato e avrebbe inizialmente ammesso le sue responsabilità, per poi chiudersi nel silenzio. E’ Salvatore Calvaruso (sopra, in foto), un 19enne originario dello Zen, quartiere palermitano tristemente famoso per il degrado. I monrealesi si preparavano a uno dei momenti più sentiti, la festa del Santissimo Crocifisso. Gli eventi in programma sono stati annullati.

L’arcivescovo Gualtiero Isacchi (in foto):«Ci sono sentimenti di dolore, di preoccupazione e di sofferenza – dice l’arcivescovo –, per un fatto che ci ha colpiti profondamente. I giovani sono scossi, le famiglie impaurite. In questo clima, si rischia di affidarsi a parole che sono inutili, fuori luogo e che non ci aiutano a vivere l’accaduto. Ecco perché, credo che questo sia il tempo del silenzio e della preghiera». Non ci sarà la processione del Santissimo Crocifisso, dichiara monsignor Isacchi, «ma, come accadde nel 1625 quando l’arcivescovo Venero portò il Crocifisso in Cattedrale per chiedere la liberazione di Monreale dalla peste bubbonica, porteremo l’effige del Santissimo Crocifisso in Cattedrale per una veglia di preghiera nella quale chiederemo di essere liberati dalla nuova peste: la peste della violenza. Il Crocifisso attraverserà la strada dell’esecuzione mafiosa del capitano Emanuele Basile nel 1980, e poi si soffermerà nel tratto di strada dove è avvenuta la sparatoria di sabato notte: entrambi simboli di una violenza disumana alla quale vogliamo dare la risposta della croce»…«Dobbiamo smettere di alimentare la violenza in ogni sua forma e manifestazione. La mamma di uno dei ragazzi uccisi ha supplicato gli amici di suo figlio, che erano a casa sua e che dicevano di volersi vendicare, di non fare niente perché troppe mamme stanno piangendo i figli defunti e le mamme degli assassini non devono patire lo stesso dolore. Il cuore delle mamme assomiglia al cuore di Dio. È questa la via che dobbiamo percorrere».

I video delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze accusano Salvatore Calvaruso, il 19enne originario dello Zen, fermato per la strage. Ma le indagini proseguono. Sarebbero stati infatti anche altri giovani arrivati da Palermo ad essere coinvolti nella rissa di sabato che ha preceduto la sparatoria. La Procura di Palermo contesta il reato di strage. «Sparando molteplici colpi (sulla base dei rilievi della polizia giudiziaria sono stati rinvenuti più di 20 bossoli), ad altezza d’uomo – si legge nel provvedimento di fermo – (alcuni proiettili hanno colpito delle fioriere alte circa un metro, un altro ha infranto il parabrezza anteriore di un’auto parcheggiata sulla strada) in un tratto di strada molto affollato».

Mala tempora currunt.

(Fonti: Leggo.it, Il Mattino, Avvenire)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.