Femminicida tornato in libertà aggredisce donne con siringhe

È stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale Simone Baroncini, operaio 50enne di Pisa, già noto alle cronache per un femminicidio avvenuto nel 2009. L’uomo è ritenuto responsabile di tre episodi di aggressioni con siringhe – che hanno seminato il panico a Pisa tra settembre 2024 e gennaio 2025.

Baroncini era già stato condannato nel 2010 a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Vanessa Simonini (sopra, in foto), una ragazza di 20 anni di Gallicano, uccisa il 7 dicembre 2009 dopo che l’uomo si era invaghito di lei senza essere ricambiato. Fu strangolata. Tornato in libertà nel 2022 dopo aver scontato la pena, si era trasferito a Volterra.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Pisa e condotte dalla Squadra Mobile con il supporto del Servizio Centrale Operativo (SCO), hanno fatto emergere gravi indizi nei confronti di Baroncini. L’uomo è accusato di aver punto con una siringa almeno tre giovani donne nel centro di Pisa: il 14 settembre 2024, in Lungarno Buozzi, una trentenne ha denunciato di essere stata punta mentre passeggiava. Il 18 e 19 gennaio 2025, due giovani di 21 e 23 anni sono state aggredite con modalità simili sul cavalcavia di San Giusto e in viale Bonaini.

Le testimonianze descrivevano un uomo incappucciato e di mezza età. Le telecamere di videosorveglianza e i filmati di esercizi commerciali hanno permesso di elaborare un identikit compatibile con Baroncini. Una delle vittime ha riconosciuto l’aggressore durante una ricognizione fotografica.

Nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata il 24 gennaio, sono stati ritrovati un ago da siringa nascosto sotto il letto dell’indagato, vestiti compatibili con quelli indossati durante le aggressioni, materiale informatico contenente foto di giovani donne riprese di spalle in contesti pubblici, cronologia di ricerche online e filmati a sfondo pornografico legati a pratiche di needle play. Secondo gli inquirenti, questi elementi confermano il movente sessuale delle aggressioni.

Non solo. L’analisi del telefono cellulare ha aggiunto ulteriori prove. All’interno della galleria sono state trovate numerose fotografie scattate di nascosto a giovani donne per strada, tutte incentrate sulle parti posteriori del corpo. Dalle ricerche effettuate online è emerso che l’uomo aveva cercato metodi per eseguire punture non dolorose, contattando anche alcuni utenti sui social con messaggi allusivi.

Un comportamento inquietante, che – secondo la Procura – dimostrerebbe preparazione e consapevolezza, ma anche recidiva pericolosa in un soggetto già condannato in passato per un reato gravissimo.

Alla luce del quadro indiziario e delle risultanze digitali, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa ha emesso una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Simone Baroncini. La misura è stata eseguita dalla Polizia di Stato, che ha concluso un’inchiesta complessa e delicata.

 

 

(Fonti: ADNKronos, Il Corriere Fiorentino, Stato Quotidiano)

 

 

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.