L’Insurrection Act è stato impiegato raramente. Venne invocato dal presidente Abraham Lincoln durante la Guerra civile del 1861, dal presidente Ulysses Grant contro i raid razzisti del Ku-Klux-Klan in South Carolina, nel 1871, e da George H. W. Bush dopo le rivolte scoppiate in seguito al pestaggio brutale, nel 1991, del tassista afroamericano Rodney King da parte della polizia di Los Angeles. Secondo gli utenti sui social, l’Insurrection Act farebbe da “copertura” all’introduzione della legge marziale. Sono due situazioni diverse: la prima prevede l’impiego dell’esercito, la seconda la sospensione dei diritti civili e la sostituzione delle corti civili con quelle militari.
Gli arresti di studenti e docenti, arrestati o espulsi con l’accusa di antisemitismo, sembrano un segnale inquietante, ma la svolta autoritaria, seppure evocata da “Project 2025”, l’agenda politica realizzata da rappresentanti della ultradestra poi finiti nel governo Trump, non ha trovato conferme. I media americani ne parlano con distacco, ma poi ci si mettono gli utenti sui social a generare ulteriore ansia, ricordando la sinistra coincidenza del 20 aprile. Il giorno in cui si saprà se verrà invocato dal presidente l’Insurrection Act, è anche la data di nascita di un personaggio storico a cui Trump, in modo controverso, ha fatto riferimenti lusinghieri in passato, per esempio lodando la fedeltà dei suoi generali: il führer, Adolf Hitler( giorno del suo compleanno).
Trump non ne farà uso. Non l’ha fatto nemmeno Bush Jr. ai tempi dell’attacco alle torri gemelle l’11 settembre 2001.

