I sondaggi bocciano Trump e le sue misure fiscali

Il pugno di ferro di Donald Trump sul commercio estero sta cominciando a pesare anche sul fronte interno. Secondo una nuova ricerca realizzata per il Wall Street Journalsolo il 46% degli americani approva il suo operato, mentre il 51% lo boccia: finora, l’indice di gradimento del tycoon newyorkese non era mai sceso sotto il 50%.

La politica dei dazi  nel secondo mandato del presidente Usa sta provocando un calo nei consensi: il 54% li disapprova.

Dazi diventati impopolari 

Calo di consenso con l’inasprimento delle imposte economiche: le tensioni commerciali con quasi tutti i partner internazionali e l’aumento dei prezzi su alcuni beni stanno causando preoccupazione tra gli elettori. Il sondaggio, realizzato tra il 27 marzo e il 1° aprile su un campione di 15.000 elettori, mostra un’opinione pubblica critica sui dazi: il 54% è contrario alle nuove tariffe sulle importazioni, mentre solo il 42% le approva.

Ma oltre alla sfiducia sulla politica commerciale, cresce anche il malcontento sull’economia in generale. Il 52% degli intervistati è del parere che la situazione stia peggiorando, un netto aumento rispetto al 37% di gennaio. L’impatto delle politiche protezionistiche si fa sentire non solo nei mercati, ma ovviamente anche nella vita quotidiana delle persone.

La discesa dei consensi è confermata anche da altri istituti. Rasmussen Reports, agenzia di stampa notoriamente vicina ai repubblicani, ha registrato un indice di gradimento negativo per Trump, la prima volta dall’inizio del suo secondo mandato. Anche il sondaggio Reuters/Ipsos più recente segna un indice di approvazione al 43%, il più basso dalla sua rielezione.

Trump, però, non sembra intenzionato a cambiare idea. In un post su X ha difeso la linea protezionista: «I prezzi stanno scendendo, non c’è inflazione. Gli Stati Uniti stanno incassando miliardi di dollari a settimana grazie ai dazi».

Il segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick ha dato una spiegazione piuttosto goffa sul perché tra le decine di paesi contro cui sono stati annunciati i nuovi dazi compaiono anche posti disabitati e da cui è improbabile sia esportato alcunché. È il caso per esempio delle isole Heard e McDonald, uno sperduto territorio australiano a migliaia di chilometri dalla terraferma e abitato solo da foche e pinguini, divenuto piuttosto noto in questi giorni proprio per via dei dazi del 10%  imposti dagli Stati Uniti sulle sue esportazioni ed entrati in vigore sabato.

(Fonti: IlMattino, Il Post)

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.