Migranti disperati si buttano in mare per scappare dai libici

Un altro tentativo di respingimento illegale nel Mediterraneo centrale. Lo denuncia Medici senza Frontiere, che ha portato a termine l’ennesimo soccorso in acque internazionali.

87 migranti, che viaggiavano su “un gommone sovraffollato e non idoneo alla navigazione”, salvati dalla nave Geo Barents di Medici senza Frontiere. Come ha denunciato la ong sui social media, il salvataggio è stato ostacolato dall’intervento delle autorità libiche. “Questa mattina, mentre le squadre di Medici senza frontiere stavano effettuando il salvataggio di un gommone in pericolo – racconta la ong – un pattugliatore libico si è avvicinato, mettendo in pericolo la sicurezza di tutti”. Quando sono arrivati i libici, un’imbarcazione della Stability Support Apparatus della Libia, molti dei migranti a bordo “si sono gettati in acqua. Successivamente hanno detto alle nostre squadre che preferivano morire in mare piuttosto che essere riportati nel luogo da cui stavano fuggendo”. L’equipaggio della ong è riuscito comunque a recuperare tutti, con il supporto aereo di Sea Watch, e adesso le 87 persone, tra cui molti bambini e neonati, sono al sicuro sulla Geo Barents. “Condanniamo fermamente questo comportamento sconsiderato che ha messo in pericolo la vita delle persone soccorse”.

Nel mediterraneo hanno luogo tragedie ogni giorno, e la disperazione di chi non vuole finire tra le grinfie libiche è tale da commettere gesti suicidi. Gettarsi in acqua e nuotare in mezzo al mare rappresenta l’ultima speranza di chi soffre.

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.

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