Diretta a Genova la nave Geo Barents con 36 migranti soccorsi dalle acque

Medici Senza Frontiere: “Ancora una volta ci è stato assegnato ingiustificatamente un porto distante. Genova, 1.245 km dalla nostra attuale posizione”.

Sono state fortunatamente salvate dalla  “Geo Barents”, nave di ricerca & soccorso (search & rescue)di Medici Senza Frontiere, 36 persone al largo delle coste della Libia, in acque internazionali. Per l’ennesima volta. 

Il porto di Genova è stato scelto per lo sbarco dalle autorità italiane, come reso noto da Medicine Senza Frontiere in un tweet sul portale di Elon Musk, “X”, non senza alcune polemiche: “Ancora una volta – si legge – ci è stato assegnato ingiustificatamente un porto distante. Genova, 1.245 km dalla nostra attuale posizione”. L’ultimo sbarco della Geo Barents a Genova risale al mese di ottobre, 63 migranti erano arrivati in città dopo essere state soccorsi dalla nave di Medici Senza Frontiere, 19 erano stati poi accolti nella tendopoli gestita dalla Croce Bianca a Voltri. 

Secondo opinioni di chi considera il Governo contro i flussi immigratori, l’assegnazione di porti distanti dal luogo di soccorso è un escamotage ben ingegnato per “rallentare” la macchina dei soccorsi di MSF. Nel frattempo, chi non utilizza barconi resistenti, rischia la vita, che siano acque libiche, internazionali o di competenza italiana.

Resta il fatto che i flussi non si fermano.

Da Nicola Gallo

Partenopeo, diploma di Maturità Classica (Lic.Stat. G.B.Vico), Laurea in Scienze Politiche conseguita presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Frequentazione parziale di Belle Arti. "Per aspera ad Astra, ad Astra ad Infinitum". Informare è un dovere, è un diritto. Informare ed essere informati, per il bene di tutti.

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