I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la giornata con variazioni minime, fortunatamente.
Il FTSEMib ha chiuso in calo dello 0,28% a 30.342 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 30.341 punti e un massimo di 30.571 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,27%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,2%) e per il FTSE Italia Star (-0,06%). Nella seduta del 12 dicembre 2023 il controvalore degli scambi è salito a 2,21 miliardi di euro, rispetto agli 1,92 miliardi di lunedì.
Il Bitcoin si è avvicinato ai 41.000 dollari (poco più di 38.000 euro).
Lo spread Btp-Bund si è portato oltre i 175 punti, con il rendimento del Btp decennale che si è confermato al 4%.
L’euro ha oscillato intorno agli 1,08 dollari. I titoli del settore bancario sono rimasti sotto l’attenzione
Il Banco BPM ha registrato un rialzo dell’1,23% a 5,09 euro. Il consiglio di amministrazione dell’istituto ha approvato il piano industriale 2023/2026. Secondo il management del BancoBPM l’ambizione del nuovo piano è quella di incrementare la remunerazione per gli azionisti, sfruttando le leve finanziarie e industriali che daranno ulteriore impulso alla crescita del totale ricavi e della redditività complessiva. Con riferimento alla politica dei dividendi, il BancoBPM ha ipotizzato una remunerazione per gli azionisti di 4 miliardi di euro nell’orizzonte del piano.
Chiusura negativa, invece, per Unicredit-1,03% a 25,04 euro). L’istituto ha comunicato che, a seguito della comunicazione ricevuta dalla Banca Centrale Europea (BCE) in relazione al completamento del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP) del 2023, a partire dal 1° gennaio 2024 è tenuta a rispettare un Common Equity Tier 1 ratio del 10,03% su base consolidata. L’istituto guidato da Andrea Orcel ha ricordato che al 30 settembre 2023 il CET 1 ratio, fully loaded era pari al 17,19% (17,5% il CET 1 ratio, transitorio).
Performance peggiori per il Monte dei Paschi di Siena0 (-2,64%) e per BPER Banca (-1,24%).
In rosso i titoli del settore petrolifero, dopo che il prezzo del greggio a New York (contratto con scadenza a gennaio 2024) è scivolato a 69 dollari al barile.
ENI ha ceduto l’1,2% a 14,804 euro. Male anche Saipem (-2,49%) e Tenaris (-1,64%).
Chiusura positiva per Enel(+0,51% a 6,55 euro). Gli analisti di Jp Morgan hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sul colosso elettrico, portandolo a 8,1 euro; gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).
Come sempre è impossibile prevedere con la massima esattezza gli andamenti, nonostante vi siano o meno notizie riguardanti i titoli in esame. Resta da dire al riguardo che ogni titolo porta con sé un domino/ effetto tale da influire sulla nostra vita.

