“Boccia qualifica come ‘atto tribale’ la sfiducia votata ieri sera, all’unanimità, dall’Assemblea Provinciale del PD del Sannio. Chiedo a Boccia come qualifica la decisione di calpestare il deliberato assunto, sempre all’unanimità, dalla medesima Assemblea il 1° di agosto. Ed ancora, come qualifica il comportamento di chi, dal 1° al 15 agosto, dopo aver votato a favore della candidatura di Angelo Moretti, ha operato in favore della propria doppia candidatura (all’uninominale ed al proporzionale) senza darne avviso a nessuno se non agli sponsor romani?”. Così il deputato sannita Umberto Del Basso De Caro che replica alla nota di Francesco Boccia in merito alla sfiducia di Antonella Pepe.
“Ed inoltre – spiega -, come qualifica il comportamento del neo parlamentare che, intervenendo nel dibattito di ieri sera, ha ripetutamente ‘minacciato’ il Segretario Provinciale ed il Presentatore della mozione di sfiducia in calce alla quale vi erano ben 54 firme di sottoscrizione su 60 aventi diritto. Ed, infine, poiché l’unanime deliberato, su esplicita richiesta della Presidente, è stato votato per appello nominale, condotto dalla Presidente medesima, nel pieno rispetto dello Statuto e del Regolamento e dopo oltre quattro ore di discussione, quali sarebbero le conseguenze politiche cui una intera Federazione sarebbe esposta?
Per nostra fortuna – conclude -, siamo alla vigilia del Congresso e ci auguriamo che alcuni atteggiamenti di goffo autoritarismo vengano per sempre messi al bando”.
Interviene poi il vice segretario provinciale del pd, Fausto Pepe.
“È davvero strano, anzi stucchevole, che dirigenti nazionali del Partito Democratico, in un momento talmente difficile per il Paese, e per lo stesso partito, trovino il tempo e l’interesse di occuparsi unicamente della Federazione di Benevento”.
“Tra gli altri – aggiunge -, anche Provenzano offre solidarietà ad Antonella Pepe ed è naturale che sia così essendo stato tra i suoi sponsor. Ciò che lascia basiti è la costante omissione di una indefettibile premessa: l’assemblea Provinciale, costituita da donne e uomini liberi della nostra provincia, all’unanimità ed anche con il voto della Pepe, avevano designato altro candidato. Aggiungo, di ben altro radicamento sociale e territoriale.
Capovolgere la verità con tanta cinica disinvoltura ed affermare che le libere, consapevoli e responsabili scelte di un’intera Federazione rappresentino il paradigma di ciò che non deve essere il rifondato Partito Democratico rappresenta una modesta operazione di marketing comunicativo – conclude -. Se le Federazioni territoriali non hanno alcun diritto, se sono chiamate unicamente ad obbedire ciecamente alle volontà di pochi dirigenti centrali, allora siamo dinanzi ad un partito peronista senza Peron. Quanto ai “capibastone” non so esattamente cosa significhi, io vivo a Benevento, ma Provenzano, che è siciliano, avrà la cortesia di spiegarcelo”.
Conclude il neo eletto deputato dei Dem,casertano, Stefano Graziano:
“Non me ne voglia Umberto Del Basso De Caro ma dopo aver detto che non si sarebbe candidato ritenendo perdente il collegio uninominale di Benevento Caserta (affrontato invece con coraggio da Antonella Pepe) e dopo l’evidente assenza dalla campagna elettorale, la prima azione che compie è mettere la firma da mandante sulla sfiducia da Presidente della federazione di Benevento, alla stessa Antonella Pepe oltre a una dichiarazione sconclusionata contro il commissario regionale del Pd”.
“Mandante e protagonista di un atto non solo tribale per la sua violenza politica, ma ignobile sul piano umano verso una compagna di partito designata dalla direzione nazionale, così come è sempre avvenuto anche quando è stato candidato in passato lo stesso Onorevole Del Basso De Caro – conclude -. Le candidature sono varate e votate dalla direzione nazionale e i territori, tutti da nord a sud, indicano rose di nomi. Inoltre sono intervenuto ieri chiedendo semplicemente di fermarsi considerando quell’atto una cosa da marziani in un momento difficile così come riportano tutti gli organi di informazione. In più la mozione è stata votata da 39 favorevoli su 66 aventi diritto quindi un partito sostanzialmente spaccato in due. Quindi invece di ringraziare la presidente del Pd di Benevento che a differenza sua ha avuto il coraggio di candidarsi, lui organizza la sfiducia. Forse, l’onorevole Del Basso De Caro, avrebbe potuto mostrare maggior saggezza e rispetto anche per la sua storia politica continuando a restare in silenzio”.

